La biblioteca di Zavattini festeggia mezzo secolo
di Martina Riccò
Quattro mesi di incontri, letture, proiezioni e mostre per omaggiare César Si comincia giovedì alle 20.15, alla stessa ora del taglio del nastro nel 1967
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LUZZARA. Mezzo secolo di parole e progetti. Di libri, ovviamente. Ma anche di uomini. Che a Cesare Zavattini – era lui a dirlo – interessavano molto più dei fatti.
Si festeggerà tutto questo a Luzzara, in occasione dei 50 anni della biblioteca comunale a lui intitolata. «Zavattini – racconta Simone Terzi, responsabile delle attività culturali della Fondazione Un Paese – grazie alla donazione di numerosi volumi è da considerarsi il vero e proprio fondatore della biblioteca comunale. Il suo non è stato un semplice conferimento una tantum, ma un progetto culturale durato anni: lasciti pregiati e primissime edizioni, migliaia di libri che per lui erano stati importanti e che voleva che la sua gente potesse leggere, quando a Luzzara altre erano le priorità e i libri erano un lusso per pochi».
La biblioteca comunale fu inaugurata il 21 settembre del 1967 nella Sala civica municipale che si trovava in via Lino Soragna. «Presieduta dal sindaco Renato Bolondi e dal presidente della neonata Commissione bibliotecaria Erminio Filippini – spiega Terzi – la serata aveva come ospite d’onore lo scrittore Mario Soldati, che nel suo diario, pubblicato in seguito con il titolo Lo specchio inclinato, annotò: “La fedeltà di Zavattini a Luzzara è una cosa sola con la fede che Zavattini ha nella forza spirituale e, diciamo pure, religiosa, della cultura: è la base stessa della personalità di Zavattini, la sorgente della sua ispirazione artistica e della sua simpatia umana”».
Ed è per questo che l’omaggio a “Za”, César per i luzzaresi, non poteva che essere una proposta articolata, con iniziative artistiche, soste letterarie e viaggi lungo il Po. Ad inaugurare la rassegna che celebra il cinquantesimo della biblioteca sarà l’evento speciale di giovedì 21 settembre: i festeggiamenti inizieranno alle 18 con un rinfresco, poi Renzo Margonari e l’Associazione Mario Soldati ricorderanno la serata inaugurale del 1967. Seguirà la presentazione pubblica del programma “Za. Pensare con gli occhi”, che raccoglie tutte le iniziative dedicate all’anniversario della biblioteca. Alle 20.15, allo stesso orario del taglio del nastro avvenuto nel 1967, lo scrittore Paolo Nori presenterà “Forlimpopoli (discorso sulla lingua del ‘900)”.
La rassegna permetterà inoltre di ricordare un altro importante cinquantesimo: quello dell’istituzione del Premio dei Naïfs di Luzzara, avvenuta il 31 dicembre del 1967 per volere di Cesare Zavattini. Sabato 7 ottobre (ore 17) a Palazzo Bentivoglio a Gualtieri, il giornalialista della Gazzetta Tiziano Soresina, Alfredo Gianolio, Renzo Margonari e Simone Terzi parleranno di Naïfismo; a seguire ci sarà l’inaugurazione della mostra “Collezione dei Naïfs” del Museo di Luzzara, un’occasione per riscoprire questa importante collezione a 50 anni di distanza dalla primissima edizione del Premio.
Le iniziative proseguiranno fino a sabato 23 dicembre (tutto su www.fondazioneunpaese.org). In programma letture, incontri, proiezioni per pensare con gli occhi di Za. «Con quello sguardo acuto, giovane e antico ad un tempo – conclude Terzi – grazie al quale César ha progettato le possibilità del nostro presente».
Si festeggerà tutto questo a Luzzara, in occasione dei 50 anni della biblioteca comunale a lui intitolata. «Zavattini – racconta Simone Terzi, responsabile delle attività culturali della Fondazione Un Paese – grazie alla donazione di numerosi volumi è da considerarsi il vero e proprio fondatore della biblioteca comunale. Il suo non è stato un semplice conferimento una tantum, ma un progetto culturale durato anni: lasciti pregiati e primissime edizioni, migliaia di libri che per lui erano stati importanti e che voleva che la sua gente potesse leggere, quando a Luzzara altre erano le priorità e i libri erano un lusso per pochi».
La biblioteca comunale fu inaugurata il 21 settembre del 1967 nella Sala civica municipale che si trovava in via Lino Soragna. «Presieduta dal sindaco Renato Bolondi e dal presidente della neonata Commissione bibliotecaria Erminio Filippini – spiega Terzi – la serata aveva come ospite d’onore lo scrittore Mario Soldati, che nel suo diario, pubblicato in seguito con il titolo Lo specchio inclinato, annotò: “La fedeltà di Zavattini a Luzzara è una cosa sola con la fede che Zavattini ha nella forza spirituale e, diciamo pure, religiosa, della cultura: è la base stessa della personalità di Zavattini, la sorgente della sua ispirazione artistica e della sua simpatia umana”».
Ed è per questo che l’omaggio a “Za”, César per i luzzaresi, non poteva che essere una proposta articolata, con iniziative artistiche, soste letterarie e viaggi lungo il Po. Ad inaugurare la rassegna che celebra il cinquantesimo della biblioteca sarà l’evento speciale di giovedì 21 settembre: i festeggiamenti inizieranno alle 18 con un rinfresco, poi Renzo Margonari e l’Associazione Mario Soldati ricorderanno la serata inaugurale del 1967. Seguirà la presentazione pubblica del programma “Za. Pensare con gli occhi”, che raccoglie tutte le iniziative dedicate all’anniversario della biblioteca. Alle 20.15, allo stesso orario del taglio del nastro avvenuto nel 1967, lo scrittore Paolo Nori presenterà “Forlimpopoli (discorso sulla lingua del ‘900)”.
La rassegna permetterà inoltre di ricordare un altro importante cinquantesimo: quello dell’istituzione del Premio dei Naïfs di Luzzara, avvenuta il 31 dicembre del 1967 per volere di Cesare Zavattini. Sabato 7 ottobre (ore 17) a Palazzo Bentivoglio a Gualtieri, il giornalialista della Gazzetta Tiziano Soresina, Alfredo Gianolio, Renzo Margonari e Simone Terzi parleranno di Naïfismo; a seguire ci sarà l’inaugurazione della mostra “Collezione dei Naïfs” del Museo di Luzzara, un’occasione per riscoprire questa importante collezione a 50 anni di distanza dalla primissima edizione del Premio.
Le iniziative proseguiranno fino a sabato 23 dicembre (tutto su www.fondazioneunpaese.org). In programma letture, incontri, proiezioni per pensare con gli occhi di Za. «Con quello sguardo acuto, giovane e antico ad un tempo – conclude Terzi – grazie al quale César ha progettato le possibilità del nostro presente».
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