Gazzetta di Reggio

LA NUOVA CASA DEI NAÏF

di TIZIANO SORESINA
LA NUOVA CASA DEI NAÏF

IL PROGETTO DI ZAVATTINI RICOMINCIA DA PALAZZO BURIS LODIGIANI

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È in arrivo un’autentica svolta per l’arte naïve. Il movimento è tutt’altro che statico, rivolge lo sguardo al futuro, senza per questo dimenticare le proprie origini, cioè quel faticoso processo di legittimazione culturale che – specie in terra padana – aveva trovato in Cesare Zavattini e nel “suo” Premio di Luzzara (caricato di fascino con le inaugurazioni nella notte di San Silvestro) un incredibile propulsore, di cui oggigiorno sentono tantissimo la mancanza. Molti pittori, infatti, confessano di sentirsi “orfani” senza il museo luzzarese (inagibile dal 2012 a causa del terremoto) ed il connesso premio artistico di rilievo nazionale (ideato nel 1967 e rimasto in vita sino all’edizione inaugurata il 31 dicembre 2006). Uno spaesamento non destinato a durare a lungo, perché a Luzzara la “casa dei naïf” ritornerà ad essere una realtà e per di più in una nuova sede prestigiosa, in pieno centro. Il Museo – con quasi quattrocento opere “ingenue” come patrimonio accumulato negli anni – si trasferirà infatti dall’ex convento degli Agostiniani al palazzo signorile un tempo della famiglia Buris Lodigiani. Una “voce” che girava da tempo fra gli artisti e che il sindaco Andrea Costa conferma alla Gazzetta: «Con questo intervento vogliamo valorizzare il centro storico di Luzzara, riproponendoci come punto di riferimento nazionale del naïfismo, ridando così fiato al progetto zavattiniano. Il Palazzo Buris Lodigiani ha valenza storica e spazi espositivi adatti, senza le criticità del Museo originario, lesionato dal sisma ed ancora a livello di progettazione preliminare relativamente agli interventi di consolidamento da attuare». La nobile famiglia luzzarese Buris Lodigiani, dopo aver perso l’unico figlio in giovane età, decise di lasciare il proprio palazzo al Comune, affinché vi creasse una Casa della carità. A fine Ottocento la Casa della carità fu trasformata in Opera Pia, in una struttura che ospitasse gli anziani indigenti e così è rimasta fino agli inizi degli anni Ottanta, quando la Regione Emilia-Romagna l’ha trasformata in casa protetta per anziani, destinazione rimasta sino al 2005, quando la struttura per anziani verrà trasferita nell’ex Istituto Lorenzini completamente ristrutturato. Anche il Palazzo che si trova nel cuore del paese – fra via Avanzi e viale Filippini – è stato lesionato dal terremoto di cinque anni fa, ma va avanti la progettazione per il recupero (due i milioni di euro stanziati dalla Regione) con un preciso accordo fra il Comune (che segue l’iter del piano d’intervento) e l’Asp (proprietaria dell’immobile). L’intesa fra i due enti porterà, quindi, al varo del nuovo “Museo delle arti naïves” entro l’estate 2019, destinando il 40% del Palazzo a questo obiettivo: il pianterreno come zona d’accoglienza, due piani destinati agli spazi espositivi, il sottotetto per le associazioni che sosterranno la “Fondazione Un Paese” nella gestione del polo artistico.

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