Gazzetta di Reggio

MaMiMò cala gli assi della stagione

di Roberto Fontanili
MaMiMò cala gli assi della stagione

Quest’anno filo conduttore del cartellone è il tema dell’ambiente e della felicità sostenibile 

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REGGIO EMILIA. Da piccola compagnia teatrale a impresa culturale fortemente radicata nel territorio con la gestione del Teatro Piccolo Orologio che nell’ultimo anno è arrivato a oltre 110 aperture e a circa 10mila spettatori per stagione. Questo il percorso avviato sei anni fa dal Centro culturale MaMiMò e che continuerà anche per i prossimi quattro anni, in forza dei risultati ottenuti e alla convenzione sottoscritta con il Comune capoluogo per la gestione del teatro di via Massenet.

A presentare ieri il cartellone della settima stagione teatrale, che quest’anno punta sul tema dell’ambiente e della felicità sostenibile, sono stati il sindaco Luca Vecchi, l’assessore Valeria Montanari, il direttore artistico del Centro teatrale MaMiMò Maurizio Corradini e il direttore artistico Marco Maccieri. La specificità dell’esperienza del Teatro Orologio per il sindaco «rappresenta un importante ed efficace esempio di collaborazione tra pubblico e privato che ha consentito che un piccolo teatro divenisse un punto di riferimento culturale». Ma sarebbe riduttivo considerare MaMiMò solo una compagnia teatrale. «È dalla collaborazione tra Piccolo Teatro Orologio e ciò che gli gravita intorno, dal centro educativo gestito da Officina Educativa al centro sociale alla biblioteca, che si è creato un luogo in cui la produzione culturale s’intreccia con il volontariato e le istituzioni», ha rimarcato l’assessore Valeria Montanari. Tutte iniziative che però non possono prescindere da un cartellone spettacoli che prevede una quindicina di titoli e che vuole essere all’altezza del successo ottenuti negli anni precedenti. La stagione sarà inaugurata il 18 e 19 novembre con lo spettacolo “Isabel Green”. Si tratta dell’anteprima nazionale di una pièce scritta dal reggiano Emanuele Aldrovandi che mette in scena i paradossi di una società stretta tra ritmi lavorativi ed esistenziali degni del peggior modello fordista. Sabato 25 novembre tornerà sul palco di via Massenet la compagnia del Teatro Filodrammatici con “Parassiti Fotonici” che parla di una coppia in attesa di un figlio pronta tutto. Sabato 2 e domenica 3 dicembre protagonista sarà il mito di Medea con “Manhattan Meda” che ci racconterà di una Medea contemporanea attraverso una coppia di clandestini provenienti dai Balcani. Il 9 dicembre sarà la volta di “Rivelazione – sette meditazioni intorno a Giorgione”. Si riprende il 6 gennaio con lo spettacolo “L’invenzione senza futuro – Viaggio nel cinema in 60 minuti” seguito dall’11 al 14 gennaio dallo spettacolo “Stabat Mater”. Per poi arrivare allo spettacolo che andrà in scena dal 19 al 28 gennaio e che caratterizza il cartellone: “Felicità sostenibile. Eventi di spudorata propaganda a sostegno dell'ambiente”.

Dal 26 gennaio, riprenderà la programmazione più tradizionale. Tra le “chicche”, il 17 marzo, “Sulla morte senza esagerare”, omaggio alla poetessa polacca Wisława Szymborska della compagnia Teatro dei Gordi: maschere contemporanee di cartapesta, figure familiari raccontano, senza parole, i loro ultimi istanti, le occasioni mancate, gli addii.



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