Tele e sculture “padane” tra materia e astrazione
Alfonso Borghi e Mario Pavesi da domani in mostra alla galleria Zanini Entrambi interpreti e innovatori di una tradizione basata sul progetto
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SAN BENEDETTO PO (MN). Dalla Bassa reggiana alla Galleria Zanini di San Benedetto Po. Quella che si apre domani in via Virgilio 7 è una mostra che propone una sorta di confronto-scontro tra due assoluti protagonisti della nuova scena visiva italiana: Alfonso Borghi e Mario Pavesi. “Materia-s-cultura” il titolo dell’esposizione curata dal professor Gianfranco Ferlisi che viene inaugurata domani alle 18. Alfonso Borghi e Mario Pavesi godono di un prestigio che supera i confini della penisola. Tutti e due sono interpreti e innovatori di una tradizione basata sul progetto, sulla materia, sul disegno, su una cultura che pone in primo piano la facoltà comunicatrice dell’immagine. «Il pubblico – spiega il curatore Ferlisi – potrà deliziarsi di un distillato sublime di arte, perché ciascuna tela, esposta alla Galleria Zanini, apre inedite sfaccettature di una pittura, fatta di astrazione, di gesto, di materia e di forza espressiva traboccante. Una rinnovata sensualità di un tessuto pittorico ribollente come magma, dai contorni incerti, dalle accensioni timbriche che, ancorché spesse e compatte di matericità, risultano tuttavia delicate e fragili, darà la misura della capacità dell’artista di vivere intensamente d’immaginazione, di apparizioni di luce e di poetico sentire. E alla fine le nuove opere portano là dove le parole non arrivano e tutto sa di miracolo. Il pubblico, in alternativa, potrà soffermarsi nel percorso delle sculture di Mario Pavesi, per addentrarsi in un lungo racconto tra marmi e bronzi colmi di riferimenti classici, intrisi di umori novecentisti e di una sorvegliata sapienza tecnica. Un brusio di fondo si leva da queste sculture che danno vita a composizioni che brulicano di soluzioni imprevedibili e inaspettate. Una ispirazione felice mostra il significato di una potenza d’espressione che trasporta oltre la beltà epidermica del semplice saper fare». La mostra sarà aperta fino al 12 novembre dal martedì alla domenica 10/12 e 15.30/18.30.
Mario Pavesi nasce il 5 agosto 1945 a Guastalla. Dopo gli studi superiori si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e segue il Corso di Scultura di Umberto Mastroianni. In questa sede incontra lo scultore Dante Carpigiani che con il pittore novellarese Vivaldo Poli diventeranno suoi punti di riferimento. In quarant’anni, ha sperimentato vari percorsi pittorici e scultorei, svincolati dalle mode ma sempre legati alla sfera delle emozioni e alla ricerca incessante di una interiorità sofferta.
Nato nel 1944 a Campegine, Alfonso Borghi si avvicina alla pittura a 18 anni. Parte per un breve viaggio a Parigi e da questo soggiorno consegue una ricerca appassionata, che virerà verso l’Espressionismo. Ma il suo essere espressionista viene sottolineato da un atteggiamento originale, in cui l’approccio con la tela è scevro da costrizioni ideologiche. Borghi utilizza il colore come baricentro della sua esperienza artistica. La materia completa poi l’opera creando uno Yin e yang di luci e ombre di materia e di spirito.
Mario Pavesi nasce il 5 agosto 1945 a Guastalla. Dopo gli studi superiori si iscrive all’Accademia delle Belle Arti di Bologna e segue il Corso di Scultura di Umberto Mastroianni. In questa sede incontra lo scultore Dante Carpigiani che con il pittore novellarese Vivaldo Poli diventeranno suoi punti di riferimento. In quarant’anni, ha sperimentato vari percorsi pittorici e scultorei, svincolati dalle mode ma sempre legati alla sfera delle emozioni e alla ricerca incessante di una interiorità sofferta.
Nato nel 1944 a Campegine, Alfonso Borghi si avvicina alla pittura a 18 anni. Parte per un breve viaggio a Parigi e da questo soggiorno consegue una ricerca appassionata, che virerà verso l’Espressionismo. Ma il suo essere espressionista viene sottolineato da un atteggiamento originale, in cui l’approccio con la tela è scevro da costrizioni ideologiche. Borghi utilizza il colore come baricentro della sua esperienza artistica. La materia completa poi l’opera creando uno Yin e yang di luci e ombre di materia e di spirito.
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