Gazzetta di Reggio

L’intervista 

Nino D’Angelo al PalaBigi: «Mi considero una specie di miracolo»

di Adriano Arati
Nino D’Angelo al PalaBigi: «Mi considero una specie di miracolo»

In scena a Reggio Emilia «Solo Nino, finalmente, senza più dividermi fra caschetto e senza caschetto». Il concerto è venerdì 6 ottobre al palazzetto di via Guasco

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REGGIO EMILIA. «Solo Nino, finalmente, senza più dividere fra caschetto e senza caschetto». Venerdì 6 ottobre il PalaBigi ospiterà la seconda data del nuovo tour di Nino D'Angelo, cantante e attore napoletano impegnato a festeggiare con «la sua gente» i 60 anni di vita.

La tournée si chiama "Concerto 6.0" ed è ispirata al concertone da tutto esaurito che Nino D'Angelo ha tenuto allo stadio San Paolo di Napoli il 24 giugno scorso, davanti a una platea “maradoniana”, in occasione del compleanno caduto il 21 giugno. Un momento di enorme successo che ora ha ispirato questo giro dal vivo.

Nino D'Angelo, si continua a festeggiare?

«Il tour porta nei vari spazi la scenografia del San Paolo, quella festa mi accompagna tutte le sere. Tutte le sere saremo come in quel giorno allo stadio».

Non vi fermate?

«No, a breve uscirà anche un disco triplo, con il live del San Paolo e una raccolta di successi, spiegherà su disco il tutto».

E il tour?

«È come la bomboniera per la festa dei miei 60 anni, compresi 40 anni di carriera. La mia vita la racconto attraverso le canzoni e attraverso il mio modo di presentarmi alla gente».

Ora arrivate a Reggio.

È la seconda data, non vediamo l'ora. Esordiamo il 5 a Milano, poi saremo a Reggio, a Torino, in Germania, in Sicilia. Faremo qualche tappa ora e altre a febbraio».

Con chi suonerà dal vivo?

«Con una band che lavora con me da diversi anni, miei amici, sei bravi musicisti napoletani e una corista».

Nel concerto farà un riassunto cronologico della sua carriera?

«No, no, assolutamente. Io ho avuto diverse fasi nella mia carriera, adesso ho messo assieme tutto in un solo Nino D'Angelo, non c'è più il "caschetto" o "senza caschetto". C'è un solo Nino, finalmente».

Era dura essere conosciuto solo per un aspetto o per l'altro?

«Io sono un uomo fortunato ad avere avuto successo e ad aver avuto una vita di musica, ed è una unica».

Perchè fortunato?

«Fortunato perché da giovane ho avuto una possibilità. Vivo in una città che da sempre ha tanti problemi, io sono una specie di miracolo».

Addirittura un miracolo?

«Rappresento la Napoli più popolare, io vengo da lì. La gente comune ha deciso che avevo talento e mi ha fatto diventare quello che sono. La gente che conta poco ha deciso di avere un rappresentante del popolo, e questo sono io. E me ne vanto».

Motivo di orgoglio, certo. Ma anche una responsabilità.

«Vivere di musica è un sogno che si realizza. Quando avviene è bellissimo. E non solo».

Cos'altro?

«Noi che veniamo dal popolo edarriviamo ad avere un poco in più, ce lo gustiamo ancora di più. Ogni anno penso che arrivino altri a prendere il mio posto. Invece continuo a crescere, ogni giorno è sempre bello per me. Ringrazio Dio tutti i giorni e spero di mantenere la stima della gente».


 

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