Gazzetta di Reggio

“Testimoni” sfilano al Piccolo Teatro

di Chiara Cabassa
“Testimoni” sfilano al Piccolo Teatro

Il direttore artistico Daniele Castellari: «Non possiamo fare a meno della parola vissuta» 

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SANT’ILARIO. E meno male che è un Piccolo Teatro. Considerando il numero, la qualità, l’originalità e la trasversalità mai banale degli spettacoli e degli eventi messi in campo dal Piccolo Teatro in Piazza di Sant’Ilario, viene da chiederci da dove tragga origine tanta laboriosa prolificità. Poi basta ascoltare il direttore artistico del Teatro l’’Attesa, al quale da qualche anno la parrocchia di Sant’Eulalia ha affidato la gestione di quello che è stato per cinquant’anni il cinema Verdi, per capire che i “miracoli” hanno bisogno di idee forti, valori condivisi, criteri definiti. Tradotto, servono teste pensanti.

Accanto a Daniele Castellari, presidente e direttore artistico del teatro l’Attesa oltre che insegnante, autore e regista teatrale, ieri a Palazzo Allende per presentare la nuova stagione del Piccolo Teatro in Piazza anche il sindaco di Sant’Ilario Marcello Moretti e Linda Eroli per l’associazione 5T. È dalla loro collaborazione, con il sostegno della parrocchia di Sant’Eulalia («dalla quale abbiamo ogni volta carta bianca», sottolinea Castellari) che nascono stagioni ogni anno più ricche e in grado di soddisfare le aspettative più diverse.

“Testimoni” è il titolo della nuova stagione. «Perché man mano che andavamo a costruire il cartellone – spiega Castellari – ci rendevamo conto che la parola “teatrale” non si appaga della sua dicitura. Nel senso che anche quando il teatro diverte, deve insieme porre domande e pretendere risposte. In una parola, il teatro non può fare a meno di una parola-testimonianza. E ancora – prosegue Castellari – dobbiamo chiederci: perché dovremmo uscire di casa per andare a teatro? Innanzitutto un criterio discriminante è la qualità delle proposte senza dimenticare che il teatro ha una funzione precisa: ti deve tenere sveglio».

Criteri e funzioni che ritroviamo in un cartellone che da un lato punta all’accoglienza delle compagnie che arrivano da fuori così come del pubblico: non di rado, infatti, lo spettacolo richiama un dibattito. Dall’altro deve essere valorizzata l’esperienza del territorio: da qui la presenza in cartellone del Teatro l’Attesa che nel Giorno della memoria proporrà “Il violino di Auschwitz”. Tre quindi le chiavi di volta: qualità, testimonianza, accoglienza. Tra i “testimoni”, don Milani con “Cammelli a Barbiana”. Tra le eccellenze da citare due autentici gioielli: l’argentino César Brie sarà al Piccolo Teatro con “frammenti” dedicati a Simon Weil; a vent’anni dal suo debutto e dopo avere girato il mondo fa tappa a Sant’Ilario “Circoluna” della Compagnia Giocovita «Forse – sottolinea Linda Eroli di 5T – l’hanno visto da piccoli i genitori e torneranno a vederlo con i figli...». Ad aprire la stagione, il 20 ottobre, sarà invece un compleanno speciale con torta e spumante... a ingresso gratuito: si festeggeranno i 90 anni di un grande attore e “amico”, Giancarlo Ilari, che porterà in scena un reading antologico. Anche la musica avrà il suo spazio a partire dalla serata dedicata ai cantautori genovesi: il Piccolo Teatro, che si presta per sua natura a plasmarsi sugli eventi a seconda del format, si trasformerà in un’osteria con tanto di tavolini e camerieri.

E se prendersi rischi fa parte del mestiere, considerando il successo avuto l’anno scorso dal progetto “Teatro e spiritualità”, ora si riparte con proposte altrettanto carismatiche. Tornerà la teologa iraniana Shahrzad Houshmand Zadeh che si confronterà con Bruno Segre: a presentarli Brunetto Salvarani. Poi una monaca induista, Swamini Hamsananda Giri, dialogherà con un’amica monaca clarissa. E ancora “Teofania”, ponte tra culture e religioni, che vede in scena sei musicisti musulmani e quattro danzatrici induiste. «E se al Piccolo Teatro, più della metà degli spettatori viene da fuori – glissa soddisfatto il sindaco Moretti – una ragione ci sarà».

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