Gazzetta di Reggio

L’immortalità dei naïfs amati da Zavattini

di Andrea Vaccari
L’immortalità dei naïfs amati da Zavattini

E presto avranno anche una “nuova” casa a Luzzara

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GUALTIERI. Il movimento naïf è vivo e vegeto. L’ennesima conferma di quanto questa corrente sia coriacea è arrivata dal convegno che si è svolto ieri pomeriggio a Palazzo Bentivoglio dove decine di appassionati e artisti hanno assistito al convegno “Considerazioni sul naïfismo”, che ha visto la partecipazione di relatori d’eccezione, grandi esperti sul tema.

La tavola rotonda si è inserita nel vasto programma degli eventi collaterali alla mostra “L’ossessione dello sguardo” allestita nel salone dei Giganti, che abbina opere di Antonio Ligabue e Cesare Zavattini: proprio a 50 anni dall’inaugurazione del Premio naïf fortemente voluto dallo sceneggiatore luzzarese è stato organizzato il dibattito, con l’obiettivo di fare il punto sul movimento tanto caro a “Za”. Dopo i saluti istituzionali degli assessori alla Cultura di Gualtieri e Luzzara Marcello Stecco ed Elisabetta Sottili i relatori hanno fornito le proprie tesi, non prima di una notizia “col botto”: incalzato dal moderatore, il giornalista della Gazzetta di Reggio Tiziano Soresina, il sindaco di Luzzara Andrea Costa, presente tra il pubblico, ha annunciato che l’anno prossimo verrà avviato il cantiere per il recupero dell’area dell’ex casa di riposo, dove sorgerà – a partire dal 2019 – la nuova “casa” dei naïfs. A seguire Simone Terzi, responsabile del coordinamento delle attività della Fondazione Un Paese di Luzzara ha illustrato la storia del premio naïf e delle ragioni che spinsero Zavattini a idearlo e a inaugurarlo il 31 dicembre 1967. Lo stesso Terzi non ha mancato di ricordare quali fossero, per Zavattini, i requisiti necessari per identificare un naïf: essenzialmente, l’arte naïf non può essere vincolata in restrizioni descrittive, in quanto popolare e dunque avvicinabile da tutti. Ma questo non significa che sia un’arte svilita, anzi: per “Za” la corrente naïf poteva (e può) avere pari dignità rispetto ad altre ben più celebrate. Anche l’avvocato Alfredo Gianolio, grande esperto di naïf, ha snocciolato ricordi legati al premio luzzarese, sottolineando che «poche volte i premiati venivano dalla Bassa, in quanto gli organizzatori non volevano che il naïfismo fosse inquadrato solo come fenomeno locale». Poi, il grande interrogativo: come sta il naïfismo oggi? Per Gianolio «questa corrente è sempre esistita, con alti e bassi, e non potrà essere cancellata», mentre il critico e professore Renzo Margonari – oltre che primo presidente del museo di Luzzara – ha affermato che il vero naïf «è quello che non assomiglia a nessun altro. Oggi i naïf non sono scomparsi, sono sottomarini che navigano nel mare magnum dell’arte contemporanea. La loro identità, fatta di individualismo e particolarità, sarà sempre oggetto di discussione». Al termine, è avvenuto il taglio del nastro della mostra “Collezione dei naïfs del museo di Luzzara”, che resterà aperta al pubblico fino al 12 novembre e che è composta da una selezione delle opere più rappresentative raccolte dal museo in tutti questi anni.

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