libri
Il fisico Roberto Fieschi si racconta “Sul filo della musica”
REGGIO EMILIA. Non spaventatevi, non è un libro con formule astruse e nemmeno esempi musicali su spartito che tranciano la lettura a la quasi totalità degli umani (purtroppo).“Sul filo della musica”...
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Non spaventatevi, non è un libro con formule astruse e nemmeno esempi musicali su spartito che tranciano la lettura a la quasi totalità degli umani (purtroppo).
“Sul filo della musica” è il titolo di una autobiografia, scritta all’alba dei suoi 89 anni, da Roberto Fieschi, fisico, professore emerito dell’Università di Parma, divulgatore scientifico di alto livello, comunista, uomo di grande umanità e serietà. Fieschi racconta, e lo sa fare. Conosce come catturare e mantenere l’attenzione del lettore. Sono episodi, aneddoti e riflessioni della propria vita, privata, professionale e politica (questa è la suddivisione del libro). I calzoni corti almeno sino al ginnasio, anche nel freddo dei rigidi inverni senza riscaldamento; i piccoli lavori domestici di cui erano incaricati bambini e ragazzi; la purga dopo ogni viaggio o cambiamento di stagione; il comune patrimonio di letture per l’infanzia e l’adolescenza, per lo più sconosciuto ai giovani di oggi, la vita delle sezioni di partito tra tesseramento, riunioni e tanto impegno volontario.
Ci viene restituita l’immagine di un uomo che ha dedicato la sua vita alla scienza e alla famiglia, impegnandosi per un mondo più giusto. La “musica” del titolo è quella che ha accompagnato le diverse stagioni della vita di Fieschi: dalle nenie infantili alle canzoni popolari, dalle canzoni di protesta e antifasciste, alla musica classica (l’amato Beehtoven dei quartetti) ai grandi cantautori italiani e non solo, o le citazioni di poesie. La Loreley di Heinrich Heine accompagna una vacanza nella valle del Reno; la 7a di Sciostakovic, “Leningrado”, fa da sfondo alla prima visita in Unione Sovietica. Roberto Fieschi è stato un fisico di alto calibro. Ricercatore di fama internazionale, ha diretto laboratori, coordinato gruppi di lavoro interdisciplinari, messo a punto nuovi e importanti strumenti di indagine. È stato un ottimo docente, giungendo a sviluppare, con il suo gruppo, corsi multimediali di fisica che hanno vinto premi nazionali e internazionali; è stato (ed è) anche un ottimo divulgatore, pubblicando numerosi libri dedicati ai non specialisti e coordinando la pubblicazione di una robusta “Enciclopedia della fisica”. È stato premiato nel 1977, con la medaglia d’oro del ministero della pubblica istruzione quale benemerito della scuola, della cultura e dell’arte.
Accanto alla fisica (e a una ricca vita familiare e amicale raccontata in molti capitoli del libro) l’altra grande passione dell’autore è stata, ed è, la politica. Non è mai stato un “dirigente”, nemmeno quando fu eletto nel comitato centrale del suo partito, il Pci. Roberto Fieschi, figlio di famiglia bene, “traditore” della alta borghesia, rimarrà sempre un “militante”. Come molti militanti rimane deluso. Nel tracciare un bilancio della sua vita, nella colonna degli elementi negativi, risulta la “disillusione e perdita della speranza in una società più giusta”. A 89 anni non è ancora rassegnato. Si impegna soprattutto nella lotta per la pace e per il disarmo nucleare. La potenza del libro sta in una capacità Benjaminiana di raccogliere piccoli episodi, esperienze, stati d’animo e amplificarli nella memoria di tutti; in cui ogni episodio, anche il più intimo, viene collegato a un contesto più ampio e proiettato nel futuro. “Sul filo della musica. Ricordi e riflessioni di un vecchio fisico” (Stamp editore, Firenze, 2017, 236 pagine, 14.90 euro) sarà presentato venerdì alle 17.30 nella sala del Planisfero della biblioteca Panizzi. (Emmevi)
“Sul filo della musica” è il titolo di una autobiografia, scritta all’alba dei suoi 89 anni, da Roberto Fieschi, fisico, professore emerito dell’Università di Parma, divulgatore scientifico di alto livello, comunista, uomo di grande umanità e serietà. Fieschi racconta, e lo sa fare. Conosce come catturare e mantenere l’attenzione del lettore. Sono episodi, aneddoti e riflessioni della propria vita, privata, professionale e politica (questa è la suddivisione del libro). I calzoni corti almeno sino al ginnasio, anche nel freddo dei rigidi inverni senza riscaldamento; i piccoli lavori domestici di cui erano incaricati bambini e ragazzi; la purga dopo ogni viaggio o cambiamento di stagione; il comune patrimonio di letture per l’infanzia e l’adolescenza, per lo più sconosciuto ai giovani di oggi, la vita delle sezioni di partito tra tesseramento, riunioni e tanto impegno volontario.
Ci viene restituita l’immagine di un uomo che ha dedicato la sua vita alla scienza e alla famiglia, impegnandosi per un mondo più giusto. La “musica” del titolo è quella che ha accompagnato le diverse stagioni della vita di Fieschi: dalle nenie infantili alle canzoni popolari, dalle canzoni di protesta e antifasciste, alla musica classica (l’amato Beehtoven dei quartetti) ai grandi cantautori italiani e non solo, o le citazioni di poesie. La Loreley di Heinrich Heine accompagna una vacanza nella valle del Reno; la 7a di Sciostakovic, “Leningrado”, fa da sfondo alla prima visita in Unione Sovietica. Roberto Fieschi è stato un fisico di alto calibro. Ricercatore di fama internazionale, ha diretto laboratori, coordinato gruppi di lavoro interdisciplinari, messo a punto nuovi e importanti strumenti di indagine. È stato un ottimo docente, giungendo a sviluppare, con il suo gruppo, corsi multimediali di fisica che hanno vinto premi nazionali e internazionali; è stato (ed è) anche un ottimo divulgatore, pubblicando numerosi libri dedicati ai non specialisti e coordinando la pubblicazione di una robusta “Enciclopedia della fisica”. È stato premiato nel 1977, con la medaglia d’oro del ministero della pubblica istruzione quale benemerito della scuola, della cultura e dell’arte.
Accanto alla fisica (e a una ricca vita familiare e amicale raccontata in molti capitoli del libro) l’altra grande passione dell’autore è stata, ed è, la politica. Non è mai stato un “dirigente”, nemmeno quando fu eletto nel comitato centrale del suo partito, il Pci. Roberto Fieschi, figlio di famiglia bene, “traditore” della alta borghesia, rimarrà sempre un “militante”. Come molti militanti rimane deluso. Nel tracciare un bilancio della sua vita, nella colonna degli elementi negativi, risulta la “disillusione e perdita della speranza in una società più giusta”. A 89 anni non è ancora rassegnato. Si impegna soprattutto nella lotta per la pace e per il disarmo nucleare. La potenza del libro sta in una capacità Benjaminiana di raccogliere piccoli episodi, esperienze, stati d’animo e amplificarli nella memoria di tutti; in cui ogni episodio, anche il più intimo, viene collegato a un contesto più ampio e proiettato nel futuro. “Sul filo della musica. Ricordi e riflessioni di un vecchio fisico” (Stamp editore, Firenze, 2017, 236 pagine, 14.90 euro) sarà presentato venerdì alle 17.30 nella sala del Planisfero della biblioteca Panizzi. (Emmevi)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
