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Andrea Basiricò regala al Multiplo una “porta” verso la cultura
CAVRIAGO. S’intitola “L’immensità dell’Universo” l’opera che Andrea Basiricò ha scelto di donare al suo paese. Sarà inaugurata domani alle 15.30 nel parco del Multiplo di Cavriago alla presenza dell’...
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CAVRIAGO. S’intitola “L’immensità dell’Universo” l’opera che Andrea Basiricò ha scelto di donare al suo paese. Sarà inaugurata domani alle 15.30 nel parco del Multiplo di Cavriago alla presenza dell’artista, del sindaco Paolo Burani e delle autorità locali.
La scultura rappresenta la porta d’ingresso al mondo della cultura. Spiega l’artista: «Vi invito ad oltrepassare questa porta, custode di millenari segreti lasciati dall’uomo attraverso le sue tracce. Che sono presenti nelle sue forme espressive: la musica, l’arte, la poesia». L’opera rappresenta dunque una porta della cultura, accanto alla quale si vede un pilastro con una ruota di carriola posta in alto come metafora dell’universo, e una chiave di ferro messa al centro per rappresentare la chiave di accesso al pensiero. L’intento dell’artista è che l’opera «sproni in tutti una riflessione sulla nostra vita terrena. In particolar modo questo pensiero è rivolto ai giovani, con l’augurio di affrontare la vita con serenità». Andrea Basiricò è nato nel 1960 a Paceco (in provincia di Trapani) poi si è trasferito a Cavriago. Da autodidatta ha intrapreso la ricerca artistica e si è cimentato nella pittura, scultura, musica e poesia con successo, ottenendo negli anni diversi riconoscimenti. Anche Vittorio Sgarbi ha apprezzato la sua arte: «La sua natura artistica – ha detto – è fatta di emozioni, passioni inaspettate, impressa nella poesia ma soprattutto nella pittura astratta e a tratti figurativa». Lo scorso anno ha vinto il concorso Ars Mirabilis della Mirabilia Art Gallery a Bologna.
La scultura rappresenta la porta d’ingresso al mondo della cultura. Spiega l’artista: «Vi invito ad oltrepassare questa porta, custode di millenari segreti lasciati dall’uomo attraverso le sue tracce. Che sono presenti nelle sue forme espressive: la musica, l’arte, la poesia». L’opera rappresenta dunque una porta della cultura, accanto alla quale si vede un pilastro con una ruota di carriola posta in alto come metafora dell’universo, e una chiave di ferro messa al centro per rappresentare la chiave di accesso al pensiero. L’intento dell’artista è che l’opera «sproni in tutti una riflessione sulla nostra vita terrena. In particolar modo questo pensiero è rivolto ai giovani, con l’augurio di affrontare la vita con serenità». Andrea Basiricò è nato nel 1960 a Paceco (in provincia di Trapani) poi si è trasferito a Cavriago. Da autodidatta ha intrapreso la ricerca artistica e si è cimentato nella pittura, scultura, musica e poesia con successo, ottenendo negli anni diversi riconoscimenti. Anche Vittorio Sgarbi ha apprezzato la sua arte: «La sua natura artistica – ha detto – è fatta di emozioni, passioni inaspettate, impressa nella poesia ma soprattutto nella pittura astratta e a tratti figurativa». Lo scorso anno ha vinto il concorso Ars Mirabilis della Mirabilia Art Gallery a Bologna.
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