Hell’s Kitchen
Il filetto alla Rossini, croce e delizia di Lorenzo
Il cuoco correggese sbaglia il piatto della cucina francese dedicato al grande compositore
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CORREGGIO. Chissà se nella scorsa stagione teatrale è stato all’Asioli per il Barbiere di Siviglia. Chissà se, più in generale, ha mai assistito alla rappresentazione di un’opera di Gioachino Rossini. Certo Lorenzo Tirabassi, cuoco correggese in gara nella cucina di Hell’s Kitchen, poteva “bruciarsi” a causa del compositore marchigiano.
Perché Rossini non è passato alla storia solo come uno dei più grandi operisti. Nei teatri si assiste alla sua Cenerentola al Guglielmo Tell e al già citato Barbiere di Siviglia. Nelle cucine si replicano i piatti a lui dedicati come i maccheroni e il filetto, appunto, alla Rossini. Ed è proprio su quest’ultimo che Lorenzo corre un rischio.
Il filetto alla Rossini è un piatto forte della cucina francese diventato un classico della cucina internazionale. È un filetto, o meglio un tournedos di vitello (ma alcuni usano anche il manzo) con scaloppa di foie gras, lamelle di tartufo nero e salsa al madera (vino liquoroso tipico dell’omonima isola portoghese) su letto di spinaci o pane fritto.
Un’apoteosi di prodotti di alta qualità il cui accostamento ha dato vita a molte leggende, tutte però collegate e collocate al periodo parigino del compositore marchigiano. Nella capitale francese divenne amico di Alexandre Dumas (che oltre che scrittore e drammaturgo è anche autore de Le grand Dictionnaire de Cuisine) e Antonin Carême, uno dei più famosi chef dell'epoca. E da quest’ultima amicizia sono nati grandi piatti. Del resto l’operista era un noto gourmet con una particolare passione per i tartufi in particolare quelli di Acqualonga (Pesaro).
Proprio da questa passione nasce il filetto alla Rossini. La sua preparazione di per sè non è complessa, ma ogni singolo elemento va preparato separatamente. Serve dunque grande coordinazione tra i vari passaggi e tra i diversi tempi di cottura. Un particolare che ha tradito Lorenzo, capace di sbagliare il piatto per due volte durante il servizio in cucina andato in onda nella trasmissione di martedì scorso su SkyUno.
Il cuoco correggese, più a suo agio con la mortadella che usa come Braccio di ferro fa con gli spinaci, in un caso è stato salvato da Fabio Capello, allenatore di calcio ospite della puntata. In un secondo caso il filetto crudo arriva nel piatto dei clienti di Hell’s Kitchen.
Un errore gravissimo per gli standard di Carlo Cracco. E non è un caso che in nomination per l’eliminazione ci va proprio un cuoco che ha presentato un piatto crudo. È Luis a rischiare il posto in cucina, ma Lorenzo Tirabassi col suo «filetto più che bleu» ha rischiato tantissimo. (g.b.)
Perché Rossini non è passato alla storia solo come uno dei più grandi operisti. Nei teatri si assiste alla sua Cenerentola al Guglielmo Tell e al già citato Barbiere di Siviglia. Nelle cucine si replicano i piatti a lui dedicati come i maccheroni e il filetto, appunto, alla Rossini. Ed è proprio su quest’ultimo che Lorenzo corre un rischio.
Il filetto alla Rossini è un piatto forte della cucina francese diventato un classico della cucina internazionale. È un filetto, o meglio un tournedos di vitello (ma alcuni usano anche il manzo) con scaloppa di foie gras, lamelle di tartufo nero e salsa al madera (vino liquoroso tipico dell’omonima isola portoghese) su letto di spinaci o pane fritto.
Un’apoteosi di prodotti di alta qualità il cui accostamento ha dato vita a molte leggende, tutte però collegate e collocate al periodo parigino del compositore marchigiano. Nella capitale francese divenne amico di Alexandre Dumas (che oltre che scrittore e drammaturgo è anche autore de Le grand Dictionnaire de Cuisine) e Antonin Carême, uno dei più famosi chef dell'epoca. E da quest’ultima amicizia sono nati grandi piatti. Del resto l’operista era un noto gourmet con una particolare passione per i tartufi in particolare quelli di Acqualonga (Pesaro).
Proprio da questa passione nasce il filetto alla Rossini. La sua preparazione di per sè non è complessa, ma ogni singolo elemento va preparato separatamente. Serve dunque grande coordinazione tra i vari passaggi e tra i diversi tempi di cottura. Un particolare che ha tradito Lorenzo, capace di sbagliare il piatto per due volte durante il servizio in cucina andato in onda nella trasmissione di martedì scorso su SkyUno.
Il cuoco correggese, più a suo agio con la mortadella che usa come Braccio di ferro fa con gli spinaci, in un caso è stato salvato da Fabio Capello, allenatore di calcio ospite della puntata. In un secondo caso il filetto crudo arriva nel piatto dei clienti di Hell’s Kitchen.
Un errore gravissimo per gli standard di Carlo Cracco. E non è un caso che in nomination per l’eliminazione ci va proprio un cuoco che ha presentato un piatto crudo. È Luis a rischiare il posto in cucina, ma Lorenzo Tirabassi col suo «filetto più che bleu» ha rischiato tantissimo. (g.b.)
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