Gazzetta di Reggio

San Domenico, la chiesa apre le porte ai reggiani

di Cristina Fabbri
San Domenico, la chiesa apre le porte ai reggiani

Nel 1230 l’edificio fu costruito nell’omonima piazza per volere dei frati Domenica si potrà visitare con la guida degli studenti del liceo Chierici

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Ben 170 itinerari in 185 città di tutta Italia vi aspettano questa domenica grazie ai volontari del Fai che vi guideranno alla scoperta e riscoperta del meglio delle città italiane, tra palazzi, chiese, castelli, giardini, teatri, architetture industriali, antichi borghi e quartieri cittadini. Sarà una grande festa di piazza aperta a tutti e che fa bene al nostro Paese.

Dopo il successo riscosso in occasione delle Giornate Fai di Primavera, per la prima volta anche Reggio parteciperà alla Giornata Fai d’Autunno. Spiega Carlo Baja Guarienti, capo delegazione Fai Reggio Emilia: «Come per le Giornate di Primavera, si tratta di un’occasione per scoprire tesori nascosti del nostro territorio e condividere lo spirito di tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico italiano. Per questa prima edizione, grazie alla disponibilità della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla e dell’Ufficio beni culturali e nuova edilizia di culto, abbiamo deciso di aprire al pubblico la chiesa di San Domenico, un vero scrigno di arte e architettura che molti – anche fra i reggiani – non hanno mai avuto occasione di visitare».

Ed ecco che la chiesa che sorge nell’omonima piazza cittadina di San Domenico, su un terreno che faceva parte degli orti e del convento dei Domenicani, aprirà le sue porte ai reggiani.

L’edificio – viene ricordato sul sito del Fai www.giornatefai.it – venne costruito per volere dei frati Domenicani, intorno al 1230. La chiesa fu poi innalzata e allargata nel 1488. L’ultimo intervento risale al 1734, quando vennero ridotte a una sola navata le tre preesistenti. Nel tempo la chiesa fu arricchita con due chiostri, i cosiddetti chiostri di San Domenico. Soppressi i Domenicani nel 1796, gli edifici del monastero furono restaurati nel 1833 e adibiti a ricovero per le truppe; dal 1861 al 1945 ospitarono il Regio Deposito Stalloni. All’esterno la facciata mostra ancora i segni delle successive ricostruzioni: la chiesa duecentesca, con il tetto a capanna, aveva gli spioventi quasi tangenti il rosone inferiore. All’interno sono ancora visibili le antiche strutture di uno dei due chiostri. Se non avete mai avuto occasione di visitare questo splendido edificio, domenica potrete farlo avendo a disposizione delle guide d’eccezione: gli apprendisti ciceroni del liceo artistico Chierici, che hanno realizzato uno studio sulla chiesa, sulla sua storia e sui suoi tesori d’arte. L’apertura avverrà con orario continuato dalle 10 alle 18. Alla fine della visita, alle 18.30, ci sarà una lettura dedicata a uno dei casi più rilevanti affrontati dal Tribunale dell’Inquisizione reggiano, che proprio in San Domenico ebbe la sua sede dal 1509.

La visita sarà gratuita, ma i visitatori sono invitati a contribuire con le loro donazioni alle opere di restauro e conservazione del Fai. Per info: delegazionefai.reggioemilia@fondoambiente.it.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google