Gazzetta di Reggio

Ai Musei “La la land” di Giordano Montorsi

di Roberto Fontanili
Ai Musei “La la land” di Giordano Montorsi

Un viaggio nella variegata produzione dell’artista scandianese per raggiungere «la mutevole precisione della forma»

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REGGIO EMILIA. Possente e intrigante. In grado di stimolare un dialogo tra l’arte e il visitatore.

“La mutevole precisione della forma. La La Land: storia di un’opera”, del pittore e scultore Giordano Montorsi è una mostra (in programma fino al 19 novembre al Palazzo dei Musei) che fa riflettere e che, nelle diverse sale in cui si sviluppa, mette insieme sculture, quadri e installazioni ripercorrendo il cammino creativo e l’evoluzione dell’artista reggiano. Un percorso nel quale il visitatore non potrà non interrogarsi sui significati delle diverse opere, stimolato dalle sollecitazioni, contaminazioni e dalle provocazioni di un artista eclettico, ma coerente.

La mostra si è aperta in concomitanza della 13esima Giornata del contemporaneo, promossa da Amaci (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani) ed è stata preceduta dalla presentazione del libro dello stesso Montorsi che ha dato il titolo anche alla mostra. Il volume è un’approfondita analisi del suo lavoro, a partire da una delle sue opere più complesse e dense di significati: “La la land”. Nelle sale dell’ex Galleria Fontanesi, l’artista reggiano presenta opere che testimoniano la ricerca che ha portato all’elaborazione della complessa macchina creata dall’artista e la straordinaria versatilità di un autore che ha sempre perseguito una pluralità di linguaggi, tecniche e materiali, pur nella sua inconfondibile identità poetica.

La pittura, passione principale di Montorsi, diviene parte di organismi sempre più complessi, in cui la “disseminazione” di elementi ricorrenti e forme originarie trovano una profonda coerenza. Giordano Montorsi nato a Scandiano nel 1951 e insegnante prima all’Accademia delle Belle Arti di Venezia e poi a Brera, ha sempre unito alla sua attività artistica un forte impegno sociale. Ne sono testimonianza le opere che l’artista ha donato a diversi ospedali pubblici reggiani e nazionali, «a sostegno dell’efficienza della sanità pubblica italiana», come ha sempre rivendicato. La mostra è a ingresso libero negli orari di apertura dei Musei Civici e senza obbligo di prenotazione.

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