reggiolo
«Noi ci battiamo per la tradizione»
La Confraternita della zucca: «Quella festa non ci rappresenta»
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REGGIOLO. La zucca è il prodotto reggiolese per eccellenza, e proprio qui, dove il tortello di zucca è “sacro”, un gruppo di appassionati ha fatto nascere la “Confraternita della zucca”, costituitasi nella seconda metà degli anni Novanta per iniziativa di Arneo Nizzoli – noto titolare dell’omonimo ristorante a Villastrada, nel Mantovano – e aderente alla Federazione italiana delle confraternite enogastronomiche con l’obiettivo di diffondere, anche attraverso mirati convegni, attestati da relativi atti, la “cultura della zucca”, quale originario prodotto locale, in tavola.
Alla base del sodalizio sono l’importante “pratica dell’amor fraterno”, la rinuncia dei soci ad ogni titolo, l’uso del “tu”, una cappa di colore blu e un collare con medaglia, raffigurante una zucca e recante il motto, tratto dal poema Baldus del mantovano Teofilo Folèngo (1491-1544), “Zucca mihi patria est”. La confraternita ha eletto a proprio mentore Folengo poiché il Baldus finisce con tutti gli imbroglioni e venditori di fumo (filosofi, scienziati, medici, astronomi, poeti…) imprigionati in una enorme zucca, più grande dell’Olimpo e delle montagne della Valcamonica.
Durante l’anno e a scadenze prefissate, i soci partecipano a manifestazioni – la principale, manco a dirlo, è la Festa della zucca che a Reggiolo si svolge ogni autunno – convegni e mostre, e ogni tre anni vede rinnovato il proprio consiglio. Priore della Confraternita è il professor Rodolfo Signorini, vicepriore Maria Puglia. «Ogni anno – spiega la vicepriore – la terzultima domenica di settembre organizziamo un convegno dedicato alla zucca, non soltanto dal punto di vista strettamente culinario ma anche della storia, dell’arte, della sua coltivazione e di tanti altri aspetti. Negli anni siamo arrivati ad avere anche oltre 70 soci, oggi siamo circa 45: abbiamo avuto il piacere di avere con noi anche Giovanni Rana, persona squisita. Halloween? Noi siamo per la tradizione, è una festa che non ci rappresenta». (a.v.)
Alla base del sodalizio sono l’importante “pratica dell’amor fraterno”, la rinuncia dei soci ad ogni titolo, l’uso del “tu”, una cappa di colore blu e un collare con medaglia, raffigurante una zucca e recante il motto, tratto dal poema Baldus del mantovano Teofilo Folèngo (1491-1544), “Zucca mihi patria est”. La confraternita ha eletto a proprio mentore Folengo poiché il Baldus finisce con tutti gli imbroglioni e venditori di fumo (filosofi, scienziati, medici, astronomi, poeti…) imprigionati in una enorme zucca, più grande dell’Olimpo e delle montagne della Valcamonica.
Durante l’anno e a scadenze prefissate, i soci partecipano a manifestazioni – la principale, manco a dirlo, è la Festa della zucca che a Reggiolo si svolge ogni autunno – convegni e mostre, e ogni tre anni vede rinnovato il proprio consiglio. Priore della Confraternita è il professor Rodolfo Signorini, vicepriore Maria Puglia. «Ogni anno – spiega la vicepriore – la terzultima domenica di settembre organizziamo un convegno dedicato alla zucca, non soltanto dal punto di vista strettamente culinario ma anche della storia, dell’arte, della sua coltivazione e di tanti altri aspetti. Negli anni siamo arrivati ad avere anche oltre 70 soci, oggi siamo circa 45: abbiamo avuto il piacere di avere con noi anche Giovanni Rana, persona squisita. Halloween? Noi siamo per la tradizione, è una festa che non ci rappresenta». (a.v.)
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