Gazzetta di Reggio

Gli Spartiti dicono addio

di Adriano Arati
Gli Spartiti dicono addio

Ultimo concerto di Max Collini e Jucca Reverberi a Torino

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REGGIO EMILIA. Ultima sonata, ultimo spartito. Stasera a Torino, allo Spazio211, andrà in scena quella che per ora sarà l’ultima esibizione di Spartiti, il duo composto da Max Collini degli Offlaga Disco Pax e da Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò. Un percorso iniziato quasi due anni fa con letture di Collini sonorizzate dal vivo da Reverberi; le basi iniziali – canzoni degli Offlaga, cover e altri racconti – hanno portato prima ad un album live e poi a diverse pubblicazioni in studio con brani inediti. La formula era sempre quella, i racconti di vita vissuta socialista reggiana disegnati con la consueta perfida grazia da Collini e confezionati dagli sfondi sonori di Reverberi, con basi principalmente elettroniche, e poi affiancati dai video curati da Filippo Biagianti. Spartiti ha raccolto un discreto successo, figlio in origine forse del curriculum dei due protagonisti ma poi ratificato sul campo grazie a tante canzoni di notevole spessore.

Quello che era nato come un esperimento fra amici ora arriva al momento dei saluti e non è chiaro se riprenderà la propria marcia in futuro. L’ultimo concerto è quello fissato per stasera a Torino, un’esibizione che sarà celebrata con materiale grafico particolare, un manifesto del grafico Tomm Belletti ispirato ad un manifesto di Atelier Populaire del '68 francese. È stata stampata una tiratura limitata in cartoncino formato A3, disponibile al banchetto nel locale per chi comprerà un disco. La ricorrenza è perfetta dal punto di vista numerico. Quella torinese sarà la cinquantesima data del tour di “Austerità”, il disco pubblicato nel 2016 e seguito dall’ep “Servizio d’ordine”, ed è la conclusione di un giro concertistico iniziato ovviamente a Reggio.

«Ci siamo divertiti, abbiamo fatto tante chiacchere e mangiato bene, vi abbiamo spiegato cos'è la bomba di riso, parlato del busto di Lenin e del seggio mai perso dalla Cambogia di Pol Pot alle Nazioni unite favoriti dagli americani», scrive Reverberi annunciando il concerto. «Insomma vi abbiamo rotto le scatole come solo due emiliani stereotipati aka Peppone & Peppone possono fare». I ringraziamenti vanno a fonici, operatori video ed etichetta, e soprattutto al compagno Collini: «Leggero come un piuma in ghisa traforata mi ha permesso di musicare la nostra fiera ed italica lingua, cosa che mai avrei pensato di fare», commenta ironicamente Reverberi.



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