Gazzetta di Reggio

«Con il Flauto Magico salveremo la lirica»

di MARTINA RICCÒ
«Con il Flauto Magico salveremo la lirica»

L’organizzatore Malagoli: «Dopo Reggio gireremo l’Italia»

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Poteva essere un passo falso, invece «la sfida è stata vinta». È entusiasta Andrea Malagoli: il “suo” Flauto Magico ha avuto successo nonostante l’infelice coincidenza con il Trovatore al Municipale.

«Sapevamo che l’inizio della stagione lirica dei Teatri sarebbe stata il 27 ottobre – spiega il fondatore e responsabile artistico di “Reggio iniziative culturali” – ma purtroppo l’Ensemble Berlin ed Elio erano disponibili solo in questa data. Nonostante tutto al palazzetto di via Guasco c’erano circa 900 persone, un trionfo».

Insomma, possiamo dire che è andata bene?

«Diciamo di sì, noi siamo felicissimi perché siamo riusciti ad attirare al PalaBigi quasi un migliaio di persone nonostante il Trovatore. Non solo: il soprano Julia Bauer era indisposta e non è riuscita a esibirsi, al suo posto è salita sul palco Scilla Cristiano, che è stata davvero strepitosa».

Chi c’era tra il pubblico? I giovani erano al palazzetto o al Valli?

«C’era un po’ di tutto: persone che solitamente vanno ai concerti, fan di Elio, allievi delle scuole di musica... Alla fine lo spettacolo è stato salutato con un applauso scrosciante, quindi è stato apprezzato da tutti».

Perché, secondo lei?

«Uso le parole di Elio: siamo riusciti a spiegare l’opera anche a chi non la conosce, facendo alzare gli occhi dei giovanissimi dagli smartphone».

In questo Elio ha giocato un ruolo fondamentale...

«È stato fenomenale, è riuscito a coniugare la sua comicità con la serietà necessaria per spiegare un’opera come questa. Ma ovviamente anche i musicisti dell’Ensemble Berlin sono stati bravissimi, e anche Scilla Cristiano».

Come è nata l’idea di rileggere il Flauto Magico?

«Reggio iniziative culturali organizza e produce spettacoli da più di vent’anni, ultimamente ci siamo focalizzati sul teatro-musica. Parlando con Christoph Hartmann, oboista e fondatore dell’Ensemble Berlin, con cui lavoriamo da anni, abbiamo scoperto l’esistenza della trascrizione di Rosinack per oboe, violino, viola e violoncello e abbiamo deciso di portarla in Italia. Abbiamo pensato che Elio fosse la persona giusta per completare questo progetto, e così è stato».

Il ricavato della serata reggiana sarà devoluto dalla Lilt al Core e servirà per finanziare una borsa di studio per un oncologo ricercatore, ma lo spettacolo è già in programma in diversi teatri della penisola. Un altro successo?

«Sì, un’altra sfida vinta. La nostra idea è piaciuta e girerà l’Italia. Sarà un modo per far conoscere in modo simpatico l’opera, e formare i giovani. Se vogliamo che la gente continui ad andare a teatro dobbiamo garantire un ricambio generazionale...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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