Gazzetta di Reggio

Ecco i “Nomadi dentro”

Ecco i “Nomadi dentro”

Nell’ultimo album del gruppo anche una canzone di Guccini

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NOVELLARA. C’è anche una canzone scritta dal Maestrone nel nuovo album dei Nomadi, il numero 36, uscito ieri. Il brano, che ha lo stesso nome della band, è stato regalato da Francesco Guccini al gruppo per festeggiarne gli oltre cinquant’anni di vita.

Beppe Carletti la teneva nel cassetto da cinque anni, in compagnia di “Terra di nessuno” scritta da Alberto Salerno, autore assieme a Damiano Dattoli (correva l’anno 1972) di “Io vagabondo”. «Ma ora i tempi sono maturi», dice Carletti. E così eccoli lì, entrambi i brani, nell’album “Nomadi dentro”. Che non è solo un titolo ma una precisa dichiarazione d’intenti. «È più forte di noi – spiega Carletti – non possiamo fare a meno di essere Nomadi. Dopo quasi 55 anni di storia siamo ancora qui, perché siamo convinti di quello che abbiamo fatto dagli anni Sessanta fino ad oggi. Non siamo mai scesi a compromessi e siamo sempre rimasti noi stessi, nel bene e nel male».

A confermare il tutto sono i nuovi brani, che parlano di temi politici (come in Può succedere), ma anche di immigrazione (è il caso di L’Europa, che recita: la fame quella vera la lasciamo a chi non popola l’Europa/ mannaie che si abbattono sul capo degli esclusi). «È così tanto l’orgoglio di essere quello che siamo – assicura Carletti – che non cambieremo mai. Non l’abbiamo fatto dopo la scomparsa di Augusto, 25 anni fa, quando nessuno ci voleva, e così continueremo finché ne avremo la forza. Essere uno dei Nomadi è essere me stesso, così come lo è per gli altri che sono arrivati dopo di me. Auguro a tutti di potersi sentire così, parte di qualcosa di cui si è orgogliosi». (m.r.)

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