Gazzetta di Reggio

Concerto per San Carlo Borromeo a Guastalla

Concerto per San Carlo Borromeo a Guastalla

Il vescovo milanese consacrò il duomo nel 1723. Venerdì saranno eseguite arie di Bach e Händel

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GUASTALLA. Il Magnificat di Bach riecheggerà nel duomo di Guastalla.

Succederà venerdì sera (ore 21, ingresso libero) con il concerto in memoria di San Carlo Borromeo che consacrò il Duomo di Guastalla nel 1575. A esibirsi saranno il Coro Livia d’Arco di Mantova e i Musici di Parma.

Composto nel 1723 per i Vespri di Natale, il Magnificat in re maggiore BWV 243 è una cantata sacra per orchestra, coro a cinque voci e cinque solisti. Insieme alla Messa in si minore, costituisce una delle due principali composizioni in lingua latina di Bach. L’esecuzione di quest’opera di straordinaria forza espressiva, caratterizzata da esaltanti pieni corali enfatizzati da timpani, archi, trombe barocche e dall’organo obbligato, richiede un ensemble particolarmente nutrito, tale da occupare una parte considerevole della navata della cattedrale. Gli artisti impegnati saranno infatti una settantina. La cantata è divisa in dodici parti raggruppate in tre movimenti, ciascuno dei quali inizia con un’aria ed è completato dal coro, al quale l’incalzante tempo di 58 impulsi al minuto della partitura, impone una notevole agilità vocale. L’esecuzione integrale del Magnificat dura circa trenta minuti.

Tra le curiosità aneddotiche che circondano questa composizione vi è una lettera in cui lo stesso Bach lamentava di non potere fare di meglio a causa della mediocrità (a suo dire) dei coristi dei quali disponeva, conseguenza della spiccata inclinazione del prevosto alla tirchieria. Che a sua volta, scrivendo al suo vescovo, si scusava “per lo scarso talento” del compositore e maestro di cappella.

Sarà inoltre eseguito il Concerto per due violini, archi e basso continuo in re minore (BWV 1043), che il pubblico riconoscerà per essere stato adottato come colonna sonora in noti spot pubblicitari. Il concerto è caratterizzato dal sottile ma espressivo dialogo tra i due violini lungo tutta la durata del pezzo, nel quale Bach impiega l'imitazione propria della fuga e fa ampio uso di una scrittura contrappuntistica. Infine “Eternal source of light divine” per voce solista, tromba solista e archi, tratta dalla “Ode per il compleanno della regina Anna” di Händel.

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