recensione
Il motivo in più per andare al cinema lo dà Benetti
di Giulia Bassi
Trionfo per la prima del film ispirato alla sua vita. Il regista Romito è un giovane talento
2 MINUTI DI LETTURA
CORREGGIO. Vittorio (alias Davide Benetti) si salva, vale a dire ricomincia a vivere, perché l’illuminato professor Davide Rossi gli tende la mano offrendogli “Il motivo in più” che lui coglie nel profondo. In questo senso conserva la schiena diritta quando il professor Astolfi, una vera carogna, riesce a farlo bocciare una seconda volta per solo mezzo punto. E così vince. Da qui il senso vero legato a “Il motivo in più”, film che l’altra sera al Cinepiù di Correggio occupava ben tre sale, e che è statao realizzato con soli 2000 euro di budget. Il regista Riccardo Romito, un autentico talento, è tutto concentrato a mettere in evidenza il cuore della storia mirata a valorizzare il metodo PBL – elaborato nei suoi principi da Enzo Zecchi – improntato alla didattica attiva con al centro l’alunno: nel film Vittorio-Davide deve creare delle t-shirt per l’azienda Dallavalle la cui titolare, tra l’altro, compare in scena. In realtà, guardando Davide, è il film stesso il più bell’esempio del successo del metodo PBL, poiché attraverso il progetto-film sembra compiersi un autentico miracolo secondo un procedimento in cui la storia reale, portata dentro alla pellicola, ritorna fuori riflettendosi nella figura dello stesso protagonista Davide (Vittorio) l’altra sera così radioso mentre parlava alla platea di questa sensazionale esperienza. Il film che si presenta come un feroce documentario sulla carenze della scuola italiana, essendo focalizzato a raccontare questo metodo lascia il minimo spazio alle altre storie che possono fare da contorno. L’altro miracolo è stato presentare un manipolo di provetti attori: a partire dal protagonista Gabriele La Torre, che ha tratteggiato come una figura giustamente complessa e contraddittoria Vittorio; e con lui, nel ruolo del professore Rossi, Gabriele Montanari, semplicemente magnifico. E poi tutti gli altri bravi e generosi: Elena Riccò, Guido Menegatti, Paola Guerra, Marco Sparano e Ilaria Carmeli. La colonna sonora accattivante e raffinata al tempo stesso è stata creata da Martina Montruccoli, Matteo Davoli, Giovanni Caffagni e Marco Ligabue. Numerosi e sentiti gli applausi dalle tre platee del Cinepiù.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
