Gazzetta di Reggio

Le percussioni di Bosi all’Istituto Garibaldi

Le percussioni di Bosi all’Istituto Garibaldi

Lezioni-concerto dell’etnomusicologo in vista del concerto previsto per domenica in via Franchetti 

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REGGIO EMILIA. Da oltre trent’anni anni Luciano Bosi, utilizza il linguaggio del ritmo e della percussione per raccontare la storia dei popoli e delle culture del mondo: Una scelta artistica di gli ha consentito di sviluppare una modalità narrativa trasversale, che raggiunge in modo diretto ed intuitivo il pubblico di ogni età.

Percussionista, organologo, etnomusicologo e didatta e ancora improvvisatore formale che organizza suoni e silenzi narranti a geometria e geografia variabile, Bosi è protagonista in questi giorni presso la Biblioteca Turchetti dell’Istituto Garibaldi per ciechi, in cui è stata inaugurata la quarta edizione de “Il Ritmo della Terra”, una mostra arricchita di lezioni-concerto dedicata quest’anno alle Americhe del primo popolo e degli afroamericani.

Bosi che tra l’altro progetta e realizza arredi sonori per interni ed esterni (parchi sonori pubblici), ha creato un percorso che si snoda attraverso la narrazione con parole e suoni, così da consentire ai partecipanti di comprendere (e forse in parte rivivere) l'antico e forzato passaggio dei popoli dall'Africa all'America, e con essi il passaggio di riti sacri e profani, credenze, tradizioni. E nonostante si sia verificata la predominanza di una cultura sulle altre, considerate inferiori, si è comunque creato qualcosa di nuovo, più ricco, pregnante e denso di significato rispetto ai singoli addendi di partenza. Un viaggio che ci conduce dal pulsare dei tamburi ed il crepitare dei sonagli indiani, suoni guida nei viaggi sciamanici per rinsaldare l’antico legame tra uomo e natura, ai ritmi travolgenti delle percussioni che risvegliano divinità ancestrali provenienti dall’Africa Nera e che hanno continuato a vegliare sulla vita, la morte e le sofferenze dei propri figli, fatti schiavi e costretti nel Nuovo Mondo.

Il progetto - spettacolo condotto in collaborazione con Paola Terranova a cui si potrà assistere domenica 12 novembre (ore 11 - 12.30 e 16 - 17.30) rientra in quello più complessivo denominato “Quale percussione?”, che vanta una collezione di oltre 3.000 strumenti provenienti da tutto il mondo acquisiti in oltre 30 anni di raccolta sistematica, e custoditi e fruibili nel museo-laboratorio attivato in convenzione con il Comune di Modena.(g.b.)



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