«Coriolano, una sfida per parlare di democrazia»
Il regista Marco Plini racconta la sua versione del capolavoro shakespeariano. L’opera del MaMiMò in scena all’Asioli di Correggio, poi nei teatri d’Italia
CORREGGIO. Un successo personale ha raccolto, nella passata stagione, Marco Maccieri, quale interprete protagonista della tragedia shakespeariana di Coriolano – una produzione di MaMiMò – che mercoledì 8 novembre va in scena all’Asioli di Correggio (ore 21), per poi essere rappresentata in diverse città italiane.
«Coriolano era una sfida molto interessante in partenza – spiega il regista Marco Plini – anche perché, per renderlo più efficace, ho “smontato” il testo di Shakespeare estraendone il succo politico ma anche umano da una grande quantità di retorica non adatta alle capacità di ascolto di oggi. Il testo è verboso e accadono troppe cose, i combattimenti sono numerosi, ma ne ho voluto estrarre il nocciolo: in particolare quelle parti, attualissime, riguardanti il tema della democrazia e per contro della manipolazione dell’opinione delle masse».
Coriolano è l’ultima tragedia di Shakespeare: datata 1607, è sicuramente l’opera più politica e una delle meno rappresentate; nel 1957, esattamente sessant’anni fa, Giorgio Strehler ne fece una mastodontica messinscena al Piccolo Teatro.
«Tenevo molto a portare in scena la diatriba tra potere e popolo – aggiunge Plini – Coriolano è in un certo senso fascista perché toglie le libertà, ma lui pensa che il popolo sia manipolabile, quindi inaffidabile. Ma in questo spettacolo il popolo diventa coprotagonista: anche lo spettatore che è chiamato ad assumere il suo punto di vista. In tal senso ho voluto calcare la mano sull’attualità del testo stesso, poiché di questi tempi capita sovente di essere manipolati, chessò, da qualcuno che parla in televisione, da un determinato politico che ci chiede di votare in un certo modo. A volte è sufficiente avere un microfono in mano per raccogliere consensi», racconta con passione Plini, dimostrando quanto certi temi gli siano congeniali.
«Nel corso della mia carriera ho affrontato diversi testi politici, in particolare quelli che presentano scontri tra poteri; due fra tutti: un’Ifigenia di Euripide in cui ho calcato la mano sul tema della preparazione della guerra di Troia, come macchina di propaganda; e poi “Himmelweg la via del cielo” realizzato con MaMiMò sul nazismo. Spero che nelle altre città il nostro Coriolano sia accolto come a Reggio Emilia, dove Maccieri è stato protagonista di una grande esibizione, rileggendo il personaggio non solo come guerriero, ma ampliandone la gamma dei sentimenti e delle emozioni».
Dopo Correggio, Coriolano sarà all’Astra di Torino, quindi a Sanremo, Valenza, Cuneo, Terni e Milano.
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