alla cavallerizza
Il suono della pittura a Festival Aperto
di Giulia Bassi
Sul palco i pianisti Emanuele Arciuli e Andrea Rebaudengo
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Se da domani a Palazzo Magnani, in occasione della mostra “Kandinsky-Cage: musica e spirituale nell’arte”, per un suggestivo gioco di sinestesie si potrà ascoltare il suono della pittura, la sera stessa dell’inaugurazione si potranno vedere, in un concerto alla Cavallerizza, i colori della musica.
Sarà il duo pianistico composto da Emanuele Arciuli e Andrea Rebaudengo che alle 20.30, per il Festival Aperto, farà scoprire alcuni brani i cui autori hanno conosciuto quei pittori, o hanno approfondito il rapporto suono-colore. All’indubbio interesse di addentrarsi tra queste riflessioni alla base di teorie fondamentali per comprendere le manifestazioni artistiche del ‘900, si unisce lo stupore di accostarsi a composizioni di squisita fattura dove il volo della fantasia lascia intravedere anche un pensiero profondo. Per comprendere gli intrecci degli autori in programma, da Debussy a Schönberg, da Stravinskij a Skrjabin, si parte da Kandinskij che assiste a Monaco, nel capodanno del 1911 a un concerto di Schönberg e trova un’immediata affinità tra quella musica, i propri dipinti e gli ideali dell’opera d’arte totale che egli cerca di portare sulla scena teatrale. Un anno dopo, l’almanacco “Der blaue Reiter” (Il cavaliere azzurro) diventa il manifesto estetico e spirituale del pensiero di Kandinskij e della cerchia di musicisti e pittori che anelano alla fusione di parola, suono e colore in una sublime sintesi. In questa prospettiva il concerto condensa alcune fra le più significative esperienze del rapporto suono-colore, da Farben di Schönberg, al Prometeo di Skrjabin, a un frammento di Thomas de Hartmann (il musicista più legato a Kandinskij), dalle linee magistrali di Stravinskij, al colore miracoloso di Debussy, in un brano “En blanc et noir”, in cui il desiderio del trionfo della bellezza si accosta al furore bellico della prima guerra mondiale, che tanto ha segnato Kandinskij e i suoi contemporanei. Info su www.iteatri.re.it. (g.b.)
Sarà il duo pianistico composto da Emanuele Arciuli e Andrea Rebaudengo che alle 20.30, per il Festival Aperto, farà scoprire alcuni brani i cui autori hanno conosciuto quei pittori, o hanno approfondito il rapporto suono-colore. All’indubbio interesse di addentrarsi tra queste riflessioni alla base di teorie fondamentali per comprendere le manifestazioni artistiche del ‘900, si unisce lo stupore di accostarsi a composizioni di squisita fattura dove il volo della fantasia lascia intravedere anche un pensiero profondo. Per comprendere gli intrecci degli autori in programma, da Debussy a Schönberg, da Stravinskij a Skrjabin, si parte da Kandinskij che assiste a Monaco, nel capodanno del 1911 a un concerto di Schönberg e trova un’immediata affinità tra quella musica, i propri dipinti e gli ideali dell’opera d’arte totale che egli cerca di portare sulla scena teatrale. Un anno dopo, l’almanacco “Der blaue Reiter” (Il cavaliere azzurro) diventa il manifesto estetico e spirituale del pensiero di Kandinskij e della cerchia di musicisti e pittori che anelano alla fusione di parola, suono e colore in una sublime sintesi. In questa prospettiva il concerto condensa alcune fra le più significative esperienze del rapporto suono-colore, da Farben di Schönberg, al Prometeo di Skrjabin, a un frammento di Thomas de Hartmann (il musicista più legato a Kandinskij), dalle linee magistrali di Stravinskij, al colore miracoloso di Debussy, in un brano “En blanc et noir”, in cui il desiderio del trionfo della bellezza si accosta al furore bellico della prima guerra mondiale, che tanto ha segnato Kandinskij e i suoi contemporanei. Info su www.iteatri.re.it. (g.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
