In piazza del Monte la statua in “3D” di Marco Emilio
di Stefano Luppi
Atteso per oggi il colosso di polistirolo Creato da un robot, è alto 3 metri e pesa 8 chili
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REGGIO EMILIA. La tecnologia, attraverso la stampa 3D, ma non solo, applicata ai tesori artistici delle nostre città, quasi come se un redivivo Michelangelo oggi scolpisse con il computer invece che con lo scalpello. Accade grazie alla società modenese “Geomatics engineering innovative solutions” (Geis), uno spin off dell’Università di Modena e Reggio nato nel 2014, che ha realizzato una copia di 8 metri della statua settecentesca di Marco Emilio Lepido che svetta nell’atrio d’ingresso del municipio. Oggi, alle 14, la riproduzione in 3D di Marco Emilio Lepido (o meglio la sua copia fedele) sarà allestita in piazza del Monte, esattamente all’incrocio tra la via Emilia e via Crispi, che ricalca il tracciato di un’altra strada romana, eccezionalmente obliqua rispetto all’orditura simmetrica del tessuto urbano antico, recentemente riportata alla luce sotto il vicino palazzo Busetti. Una statua blu, come i segnali stradali, e il braccio (bianco) che indica il palazzo dei Musei, sede principale della mostra “On the road - Via Emilia 187 a.C. - 2017” che, presentata ieri alla stampa, si inaugurerà il 25 novembre per chiudere il 1° luglio.
Ma andiamo con ordine. Il Comune di Reggio nei mesi scorsi ha incaricato l’azienda modenese di produrre una statua dell’originale conservato da tempo all’interno del palazzo municipale. L’occasione è data dall’inaugurazione della mostra che coincide con il compleanno della via Emilia, la storica strada che attraversa la Pianura Padana da Piacenza a Rimini voluta da Emilio Lepido e lunga 177 miglia romane. La Geis, che applica le nuove tecnologie ai beni culturali e in passato ha lavorato su progetti nel sito archeologico di Pompei, da alcuni mesi si sta dedicando a Reggio e Modena,
«In particolare – spiega l’ingegner Riccardo Rivola che presiede la Geis – abbiamo prodotto una copia in polistirolo e resina della statua storica che gli esperti faticano a datare, conservata in Comune a Reggio. Rispetto all’originale i committenti ci hanno però chiesto di piegare il braccio sinistro che in piazza Del Monte andrà a indicare la direzione della mostra a favore dei visitatori. Resterà in piazza fino a luglio alla fine della mostra».
Rivola illustra il lavoro fatto: «La nostra attività principale è il rilievo e la modellazione in ambito dei beni culturali e in occasione di questa commissione abbiamo agito così. Con una differenza nel caso di Reggio: come sempre abbiamo fatto il rilievo tridimensionale della statua antica cui è seguita la produzione di un file 3D. A quel punto siamo passati alla fresatura di un cubo di polistirolo ad alta densità, applicando a una macchina a controllo numerico il nostro file con tutte le informazioni dell’originale. È stato un po’ Michelangelo che scolpiva un blocco di marmo per “tirare fuori“ l’opera. Nel nostro caso la fresa tira fuori l’opera dal polistirolo tramite un robot». Ne è nato - come si vede dalle immagini - un “colosso” alto 3 metri e pesante 8 chilogrammi. «Al termine – continua l’ingegnere – abbiamo rivestito la statua con una resina poi verniciata in blu e bianco in modo che possa sopportare gli agenti atmosferici per otto mesi. Verrà fissata su un podio ligneo che la ancora stabilmente a terra».
Ma andiamo con ordine. Il Comune di Reggio nei mesi scorsi ha incaricato l’azienda modenese di produrre una statua dell’originale conservato da tempo all’interno del palazzo municipale. L’occasione è data dall’inaugurazione della mostra che coincide con il compleanno della via Emilia, la storica strada che attraversa la Pianura Padana da Piacenza a Rimini voluta da Emilio Lepido e lunga 177 miglia romane. La Geis, che applica le nuove tecnologie ai beni culturali e in passato ha lavorato su progetti nel sito archeologico di Pompei, da alcuni mesi si sta dedicando a Reggio e Modena,
«In particolare – spiega l’ingegner Riccardo Rivola che presiede la Geis – abbiamo prodotto una copia in polistirolo e resina della statua storica che gli esperti faticano a datare, conservata in Comune a Reggio. Rispetto all’originale i committenti ci hanno però chiesto di piegare il braccio sinistro che in piazza Del Monte andrà a indicare la direzione della mostra a favore dei visitatori. Resterà in piazza fino a luglio alla fine della mostra».
Rivola illustra il lavoro fatto: «La nostra attività principale è il rilievo e la modellazione in ambito dei beni culturali e in occasione di questa commissione abbiamo agito così. Con una differenza nel caso di Reggio: come sempre abbiamo fatto il rilievo tridimensionale della statua antica cui è seguita la produzione di un file 3D. A quel punto siamo passati alla fresatura di un cubo di polistirolo ad alta densità, applicando a una macchina a controllo numerico il nostro file con tutte le informazioni dell’originale. È stato un po’ Michelangelo che scolpiva un blocco di marmo per “tirare fuori“ l’opera. Nel nostro caso la fresa tira fuori l’opera dal polistirolo tramite un robot». Ne è nato - come si vede dalle immagini - un “colosso” alto 3 metri e pesante 8 chilogrammi. «Al termine – continua l’ingegnere – abbiamo rivestito la statua con una resina poi verniciata in blu e bianco in modo che possa sopportare gli agenti atmosferici per otto mesi. Verrà fissata su un podio ligneo che la ancora stabilmente a terra».
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