Gazzetta di Reggio

Mozart e Mendelssohn al Valli

Mozart e Mendelssohn al Valli

La stagione dei concerti inizia con Die Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e Melnikov

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REGGIO EMILIA. Una sinfonia di Mozart con due capolavori romantici, tra i preferiti in assoluto di Mendelssohn e di Schumann – in particolare lo stupendo Concerto per pianoforte di quest’ultimo – impreziosiscono il concerto d’apertura della stagione in programma questa sera alle 20.30 al teatro Valli.

Protagonisti: Die Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, diretta da Vladimir Jurowski, e Alexander Melnikov al pianoforte. Questi, qualche anno fa, si è esibito riportando uno straordinario successo con il clavicembalista Andreas Staier in un programma in cui si alternavano Preludi e Fughe di Bach con quelli di Šostakovič. L’orchestra, oggi una delle più prestigiose nel panorama internazionale, trova nell’estone Paavo Järvi il suo direttore artistico dal 2004. Si esibisce nelle sale più prestigiose del mondo.

Il programma di questa sera si apre con la Sinfonia in sol maggiore K.318 di Mozart, dell’aprile del 1779, la prima che il compositore scrisse dopo il funesto viaggio a Parigi in cui era morta la madre. Poiché la Sinfonia ha la forma di una ouverture operistica, alcuni studiosi hanno concluso che fosse stata concepita quale introduzione a una delle opere a cui Mozart stava lavorando in quel periodo: Zaide o Thamos, re d’Egitto. Si continua con il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 di Schumann, con Alexander Melnikov. La genesi di quest’opera inizia nel 1839, quando Schumann comincia a pensare a una composizione che ridisegni gli equilibri e le relazioni nella forma del concerto. Lo porterà a termine anni dopo, nel 1845, e sarà la moglie Clara Wieck a eseguirlo. Impone al solista un virtuosismo ad alta definizione: è una pagina densa in cui Schumann riassume tutte le suggestioni e le ansie espressive e formali che lo assillavano, superando gli schemi tradizionali.

La seconda parte della serata ha per protagonista Mendelssohn di cui verrà eseguita la Terza sinfonia in la minore op. 56. Composta tra il 1829 e il 1842, è nota anche come “Scozzese”, poiché nacque sull’onda dell’ispirazione seguita al primo viaggio di Mendelssohn in Scozia. È frutto di una posizione ambivalente, fra il dominio ferreo puramente classicistico della forma e la sensibilità pienamente romantica che lega la creazione all’esperienza del viaggio, alla scoperta di miti originari, di cui la terra scozzese ne diventa simbolo ideale. (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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