Tra massime e minime all’Artigiano
di Luciano Salsi
Domani Stefano Reggiani leggerà le sue ultime poesie al teatro di Massenzatico
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REGGIO EMILIA. Stefano Reggiani ripropone i suoi versi scarni e pensosi a un pubblico che ama sentirseli recitare dall’autore inframmezzati ad accordi di chitarra e noti testi musicali. Anche la sua quinta raccolta di poesie pubblicata da Eretica edizioni con il titolo “Massime (minime non pervenute)”, che gioca scherzosamente sul frasario dei bollettini meteorologici, non è fatta solo per essere letta meditando dopo il calar del sole. Domani farà parte del programma di una serata di musica e poesia nel teatro Artigiano di Massenzatico con inizio alle ore 21, come avvenne l’anno scorso con la precedente raccolta, “Lische di pesce”. Reggiani sarà di nuovo sulla scena con il gruppo di amici che eseguono brani di cantautori italiani, da Francesco De Gregori a Ivano Fossati: Sandro Pezzi voce e chitarra, Simone Copellini alla tromba, Giuseppe Billa al pianoforte e Luca Incerti Vezzani alle percussioni. Sarà un’occasione per riflettere sui valori dell’esistenza che ispirano le sue composizioni, l’amicizia, l’amore, il coraggio di sognare e ribellarsi, la dedizione disinteressata. Reggiani li esprime con frequenti note di ironia e autoironia, come quando, nel componimento iniziale, ti dice fortunato perché «c’è ancora qualcuno che ti sopporta», se ti lasciano «due monete nel cappello o nella custodia dello strumento». È una vena poetica che risente delle sue letture preferite, Jack Kerouac e la Beat Generation americana, Charles Bukowski, John Fante, Pearl S. Buck. Così il rapporto con una realtà fatta anche di fango si mescola con il sogno di un mondo diverso, che proietta l’anima fra le nuvole, l’io autobiografico con un’indefinita e sconcertante alterità estranea.
Stefano Reggiani è nato nel 1982 a Reggio, dove si è diplomato in ragioneria. Lavora come impiegato in un’associazione di categoria, ma il tempo libero lo dedica alla letteratura, alla musica e al cinema, le sue grandi passioni. Nel 2010 ha pubblicato la prima raccolta poetica, “Fra le crepe di un sospiro”, a cui sono seguite nel 2011 “Appeso per i piedi all’orlo del mondo”, nel 2013 “I poeti fioriscono quando vanno in putrefazione” e nel 2016 “Lische di pesce”. Nel 2014 è uscito un suo libro di racconti ambientati nella bassa reggiana, “Brevi brevissimi praticamente inesistenti”. L’ultima raccolta, dedicata alla compagna Valeria, si può acquistare al prezzo di 13 euro nelle edicole, attraverso le aziende di commercio on line o direttamente dalla casa editrice che ha sede a Salerno.
Stefano Reggiani è nato nel 1982 a Reggio, dove si è diplomato in ragioneria. Lavora come impiegato in un’associazione di categoria, ma il tempo libero lo dedica alla letteratura, alla musica e al cinema, le sue grandi passioni. Nel 2010 ha pubblicato la prima raccolta poetica, “Fra le crepe di un sospiro”, a cui sono seguite nel 2011 “Appeso per i piedi all’orlo del mondo”, nel 2013 “I poeti fioriscono quando vanno in putrefazione” e nel 2016 “Lische di pesce”. Nel 2014 è uscito un suo libro di racconti ambientati nella bassa reggiana, “Brevi brevissimi praticamente inesistenti”. L’ultima raccolta, dedicata alla compagna Valeria, si può acquistare al prezzo di 13 euro nelle edicole, attraverso le aziende di commercio on line o direttamente dalla casa editrice che ha sede a Salerno.
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