Gazzetta di Reggio

recensione 

“Un viaggio” nel colore con Gianni Ruspaggiari

di Tullio Masoni
“Un viaggio” nel colore con Gianni Ruspaggiari

La mostra a Villa Verde fino al 26 novembre. Unica pecca: mancano le indicazioni 

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REGGIO EMILIA. Una veloce premessa; non per pignoleria ma per dovere di cronaca. La mostra di Gianni Ruspaggiari allestita a Villa Verde con la collaborazione del Circolo degli Artisti di Reggio Emilia, non è quasi indicata nell’edificio: difficile raggiungere l’atrio poligonale al terzo piano dove le opere grandi sono esposte, e altrettanto avere informazioni precise dal personale di reception. In simili condizioni la fruibilità di chiunque, in particolare di pazienti, accompagnatori o familiari, è assai improbabile.

Gianni Ruspaggiari – da non confondere nei mischiotti della rete con l’omonimo di Castelnuovo Sotto, più giovane di undici anni e dedito a una pittura completamente diversa – intitola la raccolta di queste opere realizzate fra il 2000 e il 2014: Un viaggio. Quale? Il curatore della mostra Giuseppe Berti, nella sua convinta presentazione in catalogo, identifica il percorso anzitutto nel colore: «Una terra, questa, di sortilegi infiniti esplorata in molte delle sue armonie e delle sue note, in molte delle sue risonanze e vibrazioni interiori come avrebbe voluto Kandinskij…». Lo stesso, subito dopo, tiene a sottolineare come il viaggio non sia concluso, ma anzi segni una tappa di conferma e nuova esplorazione. Un viaggio di ritorno, si potrebbe anche dire, intendendo per ritorno non l’arretrare ma il riflettere su sé e sulla propria opera con coerenza, cioè rigore, e inesausto bisogno di ricerca. Ruspaggiari ha condiviso con altri prestigiosi artisti reggiani fra i quali Gerra, Olivi, Squarza, Ettorre, una esperienza storica fondamentale nel secolo scorso; quella che in poche parole potrebbe definirsi come “superamento della forma e sua ricreazione”. Di qui il piacere di riconoscere, sia nelle opere grandi esposte a Villa Verde che nelle più piccole e raffinatissime tecniche miste, la traccia dei maestri che fecero spartiacque nel secondo Novecento: i maestri dell’espressionismo astratto, dell’informale… De Kooning, soprattutto, con la sua esasperata e altamente pittorica manipolazione della figura. Ci si chiede, guardando e riguardando le superfici che Ruspaggiari mostra oggi, se prevalga il senso dell’angoscia o invece il piacere trasmesso dal colore, dai segni che lo scandiscono; se la forza dei rossi o dei blu sia primaria rispetto alle misteriose cangianze di rosa, violetto e ocra. Meglio forse non dare risposta e abbandonarsi all’ambiguità che l’arte buona assicura.

Al terzo piano di Villa Verde, e a piano terra per i piccoli formati, la mostra resta aperta negli orari della clinica fino al 26 novembre.



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