Gazzetta di Reggio

recensione 

Tra parole e dipinti, sognando il cielo

di Tullio Masoni
Tra parole e dipinti, sognando il cielo

In via Guidelli “Nautica celeste” di Gazzini, ispirata a Zanzotto 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Nel piccolo ingresso del Teatro San Prospero di via Guidelli è allestita una personale del pittore Riccardo Gazzini. Si intitola “Nautica celeste”, come una poesia di Andrea Zanzotto sulla quale tornerò. Al poeta, scomparso nel 2011, il pittore dedica significativamente un piccolo ritratto.

Quale rapporto può stabilirsi fra pittore e poeta, al di là del comune incanto per il cielo e la sua “pirotecnica”? Vale a rispondere l’opera scelta da Gazzini come emblema per la mostra, dove una radice d’albero ( o il rovescio dello stesso) è sospesa fra cosmiche luminarie? Secondo Pina Tromellini, che ne scrive in catalogo, il rapporto si crea anzitutto con lo spettacolo della terra nativa: «Si percepisce una tensione arricchita da un amore per la bellezza del creato e dal desiderio di accogliere diversi linguaggi». Sempre in catalogo, siamo invitati alla contemplazione leggendo versi scritti da Zanzotto nel 1957: Da un eterno esilio/ eternamente ritorno/ e coi giorni mi volgo e mi confondo,/ vado, da me sempre più lontano,/ divelto per erbe prati e tempi/ d’ottobre/ e silenzi confidati agli orecchi/ da stelle e monti.

Gazzini elabora superfici piatte su cui stampa o graffia parole; racchiude i colori in forme geometriche elementari (quadrati, o toppe, o ritagli-collage, o tessere di mosaico) e talvolta invade il campo con rilievi naturalistici: una lucertola, un cervo volante, un albero “mattioliano” sormontato da un fascia luminosa-Rothko e dalla luna… Superfici piatte, dicevo, che però evidenziano, in urto con certa delicatezza cromatica (gli ocra, gli azzurri), la “brutalità” di spessori e giunture di sacco. Bisogna ricordare che la poesia di Zanzotto offre sovente – attraverso la parola immaginifica, il rispetto della tradizione e un sofisticato trasgredire – compresenze affini. Si legga, per capirci, proprio “Nautica celeste”, una poesia nella quale il poeta sembra rendere omaggio a Leopardi, maestro, con fedeltà personalissima: Vorrei renderti visita/ nei tuoi regni longinqui/ o tu che sempre/ fida ritorni alla mia stanza/ dai cieli, luna,/ e, siccom’io, sai splendere/ unicamente dell’altrui speranza

La mostra è aperta fino al 17 dicembre, tutti i giorni dalle 17 alle 19.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google