Tra ghiacciai e lacrime nella sinagoga di Reggio
La mostra dell’artista Aqua Aura inizia con il video “Millenial Tears” In esposizione fotografie della calotta polare e sculture in alabastro
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REGGIO EMILIA. Ghiacciai, gocce di memoria, lacrime. L’acqua – in tutte le sue forme e significati – è la protagonista di “Millennial Project”, esposizione personale dell’artista Aqua Aura allestita nella sinagoga di Reggio Emilia, in via dell’Aquila.
A cura di Chiara Serri, realizzata in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e i Musei Civici con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Reggio Emilia, la mostra sarà inaugurata domani alle 17.30 e sarà visitabile fino al 14 gennaio.
Il percorso espositivo ha inizio nell’aula centrale dell’edificio religioso, all’interno della quale è presentata la videoinstallazione “Millennial Tears” (2017), che recepisce le esperienze maturate con le serie fotografiche del passato, aprendo tuttavia a nuove ricerche e linguaggi. La mostra prosegue nelle stanze laterali, attraverso paesaggi ipnotici, quasi mistici, e nature morte contemporanee tratte dai cicli “Scintillation” (2015-17) e “Void” (2013-14), nati dalla composizione digitale di ritagli fotografici spesso autografi, per giungere infine alle ultime sale, dedicate alle sculture in alabastro della serie “Cages” (2017), che costituiscono l’esordio dell’artista in ambito plastico, e l’installazione “Eternity” (2017), che pone lo spettatore dinnanzi alla moltiplicazione del concetto di tempo: tempo dell’oggetto reale in relazione all’esperienza umana, tempo della rappresentazione, tempo di fruizione dell’opera stessa.
La videoinstallazione “Millennial Tears”, esperienza immersiva ed emozionale, assume un significato rilevante in relazione al luogo per la quale è pensata, ovvero la sinagoga. L’opera è infatti dedicata alle comunità ebraiche e alla loro storia millenaria. Profondamente colpito da una visita al Museo Yad Vashem di Gerusalemme, e in particolare al Sacrario dello Yad Vashem, l’artista ha successivamente maturato il progetto tra i ghiacci islandesi, confrontandosi con un tema di grande attualità: il drammatico scioglimento della calotta artica. Dal lento sgretolamento delle lastre ghiacciate emergono memorie e attese, emozioni imprigionate nella solidità del ghiaccio nell’arco di millenni, lacrime di nascita a rinascita racchiuse in un canto.
La mostra è aperta al venerdì 16-19, sabato e domenica 10.30-13 e 16-19; ingresso libero. Info: 0522-456477, www.aquaaura.it.
A cura di Chiara Serri, realizzata in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e i Musei Civici con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Reggio Emilia, la mostra sarà inaugurata domani alle 17.30 e sarà visitabile fino al 14 gennaio.
Il percorso espositivo ha inizio nell’aula centrale dell’edificio religioso, all’interno della quale è presentata la videoinstallazione “Millennial Tears” (2017), che recepisce le esperienze maturate con le serie fotografiche del passato, aprendo tuttavia a nuove ricerche e linguaggi. La mostra prosegue nelle stanze laterali, attraverso paesaggi ipnotici, quasi mistici, e nature morte contemporanee tratte dai cicli “Scintillation” (2015-17) e “Void” (2013-14), nati dalla composizione digitale di ritagli fotografici spesso autografi, per giungere infine alle ultime sale, dedicate alle sculture in alabastro della serie “Cages” (2017), che costituiscono l’esordio dell’artista in ambito plastico, e l’installazione “Eternity” (2017), che pone lo spettatore dinnanzi alla moltiplicazione del concetto di tempo: tempo dell’oggetto reale in relazione all’esperienza umana, tempo della rappresentazione, tempo di fruizione dell’opera stessa.
La videoinstallazione “Millennial Tears”, esperienza immersiva ed emozionale, assume un significato rilevante in relazione al luogo per la quale è pensata, ovvero la sinagoga. L’opera è infatti dedicata alle comunità ebraiche e alla loro storia millenaria. Profondamente colpito da una visita al Museo Yad Vashem di Gerusalemme, e in particolare al Sacrario dello Yad Vashem, l’artista ha successivamente maturato il progetto tra i ghiacci islandesi, confrontandosi con un tema di grande attualità: il drammatico scioglimento della calotta artica. Dal lento sgretolamento delle lastre ghiacciate emergono memorie e attese, emozioni imprigionate nella solidità del ghiaccio nell’arco di millenni, lacrime di nascita a rinascita racchiuse in un canto.
La mostra è aperta al venerdì 16-19, sabato e domenica 10.30-13 e 16-19; ingresso libero. Info: 0522-456477, www.aquaaura.it.
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