Gazzetta di Reggio

la scheda 

Un autodidatta in fuga dall’ovvio

Un autodidatta in fuga dall’ovvio

Ha pubblicato in tarda età ma i suoi libri sono un caso letterario

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REGGIO EMILIA. I rifiuti incassati dagli editori prima della sua consacrazione li ha considerati un dono con il senno di poi. Del resto, racconta chi lo ha incontrato, Antonio Moresco, nato a Mantova nel 1947 ma ormai milanese d’adozione, è uno scrittore che fugge dai cliché.

Il suo spirito è nei suoi libri, pubblicati in età avanzata ma con un successo che lo sta proiettando sullo scenario europeo. La sua biografia online è già un racconto composito, tra spinte e patimenti, delusioni e ripartenze. Dopo un’infanzia segnata dall’esperienza del collegio religioso e una lunga militanza nella sinistra extraparlamentare, verso la fine degli anni settanta ha intrapreso un sofferto apprendistato letterario, protrattosi per quindici anni e terminato nel 1993 con la pubblicazione dei tre racconti di Clandestinità. Nel 1995 pubblica il romanzo breve La cipolla, che insieme al libro precedente sarà ripubblicato anni dopo nel volume Il combattimento (2012). I suoi romanzi maggiori, dopo essere stati rifiutati da numerosi editori, hanno trovato diffusione solo nel procedere della sua carriera letteraria. La sua opera ruota attorno alla monumentale trilogia dal titolo Giochi dell’eternità, che comprende Gli esordi (pubblicato da Feltrinelli nel 1998 e riedito da Mondadori nel 2011), Canti del caos (che dopo una complessa storia editoriale, con la prima parte edita da Feltrinelli nel 2001 e la seconda da Rizzoli nel 2003, viene pubblicato in versione completa da Mondadori nel 2009) e Gli increati (2015), punto d’arrivo nell’olimpo della letteratura contemporanea. Risale al 2011 l’esperienza di Cammina cammina, un percorso a piedi da Milano a Napoli Scampia, durato 44 giorni, da cui è tratto un testo pubblicato nell’omonimo libro. L’anno successivo, dopo il cammino Stella d’Italia, al quale partecipano più di 1000 persone, promuove il volume Stella d’Italia. A piedi per ricucire il Paese. Nel 2014 fonda l’associazione Repubblica Nomade, dopo 15 giorni di cammino attraverso la Sicilia. (e.l.t.)

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