Gazzetta di Reggio

I cappotti di Max Mara sbarcano a Seul

I cappotti di Max Mara sbarcano a Seul

La mostra itinerante “Coats” si accende di effetti speciali in sette gallerie 

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REGGIO EMILIA. È il cappotto iconico di Max Mara. Al punto di avere un numero in codice, 101801. Nato negli Anni Ottanta questo modello ampio, lungo e comodo continua a essere indossato in tutto il mondo con la stessa inconfondibile eleganza. Realizzato in cachemire cammello, viene realizzato in 169 minuti con 73 passaggi e cuciture a «puntino». In più, dentro, nasconde una sorta di certificazione che spiega come nasce. In questi giorni il cappotto iconico 101801 è protagonista, in ottima compagnia, della mostra itinerante “Coats” che è approdata a Seul. Un percorso iniziato nel 2006 a Berlino che è poi approdato a Tokyo, Pechino e Mosca ottenendo ovunque un grande successo. A Seul sono esposti oltre novanta cappotti, dai primi modelli degli anni Cinquanta fino ai più recenti, passando per l’appunto dall’iconico 101801: lo spirito è lo stesso della prima tappa, quella di Berlino di undici anni fa, ma lo studio che ha progettato la mostra, Migliore+Servetto Architects, ha reso l’allestimento coreano ancora più ricco dei precedenti, ma soprattutto un unicum. Da una cupola satellitare ricostruita nel museo Dongdaemun Design Plaza partono sette gallerie, vere stanze fitte di oggetti ed effetti speciali studiati per accompagnare il pubblico nell’evoluzione di Max Mara: dagli anni Cinquanta ad oggi. E a proposito dei tanti “passi avanti” compiuti da Max Mara in questi 65 anni, il direttore creativo della griffe Ian Griffiths ha anche realizzato un cappotto omaggio a Seul in mille esemplari rigorosamente cammello con fodere dorate. Ed è dell’altro ieri la notizia che il modello teddy bear di Max Mara – in morbidissimo tessuto orsetto – ha vinto il prestigioso premio cinese «Best of the best 2017” nella categoria cappotti da donna. Forse che tra cinquant’anni sarà il modello teddy bear ha guadagnarsi l’aureola dell’iconico?

Per chi volesse saperne di di più, nel 2011 è stata pubblicata anche una nuova edizione del catalogo “Coats! Max Mara, 60 anni di moda italiana” edito da Skira e curato da Adelheid Rasche, curatrice anche della mostra.

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