La leggenda del Faust in scena al Municipale per “risarcire” Gounod
REGGIO EMILIA. Il Faust di Gounod domenica alle 15.30 torna al Valli, dopo la prima di giovedì sera.Lo spettacolo, prodotto a duecento anni dalla nascita del compositore, è firmato nella parte...
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REGGIO EMILIA. Il Faust di Gounod domenica alle 15.30 torna al Valli, dopo la prima di giovedì sera.
Lo spettacolo, prodotto a duecento anni dalla nascita del compositore, è firmato nella parte scenica dal collettivo Anagoor, vincitore nel 2016 del premio dell’Associazione nazionale dei critici teatrali e candidato al Premio Europa per il teatro 2017. La parte musicale dello spettacolo è diretta dal francese Jean-Luc Tingaud, qui alla guida dell’Orchestra dell’Opera Italiana e del Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena, preparato da Stefano Colò. Tingaud ha recentemente diretto “I pescatori di perle” all’English National Opera, “La bohème” in forma di concerto alla Salle Pleyel di Parigi con la Royal Philharmonic Orchestra e ha debuttato all’Arena di Verona con “Roméo et Juliette” di Gounod.
Il ruolo del titolo è affidato al tenore Francesco Demuro; Ramaz Chikviladze interpreta Mefistofele; Marguerite è il soprano Davinia Rodriguez.
«L’ambizione del progetto è quella di risarcire Charles Gounod e l’opera stessa dell’ammirazione che meritano per aver trasformato in teatro e musica uno dei capisaldi del pensiero e dell’arte occidentali – racconta il regista Simone Derai –. E questo non strappando dalla carne di Gounod la connessione con Goethe e il suo capolavoro, ma riannodandone saldamente il vincolo». La regia dell’opera rispetta la collocazione temporale originale, quel primo XVI secolo germanico in cui sorge la leggenda di Faust. Un ruolo importante è affidato alle proiezioni video – tutte immagini originali, raccolte e prodotte appositamente per questa produzione –, strumento che si colloca tra un atto e un altro, senza interferire con la linearità della vicenda, sfruttando i tempi morti dei cambi tecnici.
Lo spettacolo, prodotto a duecento anni dalla nascita del compositore, è firmato nella parte scenica dal collettivo Anagoor, vincitore nel 2016 del premio dell’Associazione nazionale dei critici teatrali e candidato al Premio Europa per il teatro 2017. La parte musicale dello spettacolo è diretta dal francese Jean-Luc Tingaud, qui alla guida dell’Orchestra dell’Opera Italiana e del Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena, preparato da Stefano Colò. Tingaud ha recentemente diretto “I pescatori di perle” all’English National Opera, “La bohème” in forma di concerto alla Salle Pleyel di Parigi con la Royal Philharmonic Orchestra e ha debuttato all’Arena di Verona con “Roméo et Juliette” di Gounod.
Il ruolo del titolo è affidato al tenore Francesco Demuro; Ramaz Chikviladze interpreta Mefistofele; Marguerite è il soprano Davinia Rodriguez.
«L’ambizione del progetto è quella di risarcire Charles Gounod e l’opera stessa dell’ammirazione che meritano per aver trasformato in teatro e musica uno dei capisaldi del pensiero e dell’arte occidentali – racconta il regista Simone Derai –. E questo non strappando dalla carne di Gounod la connessione con Goethe e il suo capolavoro, ma riannodandone saldamente il vincolo». La regia dell’opera rispetta la collocazione temporale originale, quel primo XVI secolo germanico in cui sorge la leggenda di Faust. Un ruolo importante è affidato alle proiezioni video – tutte immagini originali, raccolte e prodotte appositamente per questa produzione –, strumento che si colloca tra un atto e un altro, senza interferire con la linearità della vicenda, sfruttando i tempi morti dei cambi tecnici.
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