Alessandro Scillitani torna al Rosebud con Monti Naviganti
REGGIO EMILIA. Il film “Ritorno sui Monti Naviganti” domani alle 18.30 torna al Rosebud dove, lo scorso 4 ottobre, era stata ospitata la prima nazionale. Da allora il film ha girato (e sta tuttora...
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REGGIO EMILIA. Il film “Ritorno sui Monti Naviganti” domani alle 18.30 torna al Rosebud dove, lo scorso 4 ottobre, era stata ospitata la prima nazionale. Da allora il film ha girato (e sta tuttora girando) in molte sale cinematografiche come il Chaplin di Cremona, l’Edison di Parma, l’Eden di Puianello e in luoghi più informali come l’Off di Bologna, La Tenda a Modena, il Teatro Cantelli a Vignola e perfino all’Università di Campobasso.
Dieci anni dopo il mitico viaggio compiuto a bordo di una Topolino, Paolo Rumiz è tornato a percorrere l’Appennino. Lo ha fatto per realizzare “Ritorno sui Monti Naviganti”, il cui autore è Alessandro Scillitani, regista che da anni racconta per immagini i viaggi compiuti dal noto scrittore e giornalista triestino.
Il film, che ha vinto il Premio del Pubblico al Film Festival della Lessinia, non è un semplice revival della celebre traversata appenninica. Il racconto infatti si dipana lungo la penisola, nell’Italia di oggi, in compagnia di quella straordinaria rete di persone che Rumiz ha conosciuto nei suoi viaggi. Un racconto corale di resistenza e di energie positive. Una ricerca delle piccole grandi vite di chi, anche e soprattutto in tempi di terremoti e post-terremoti, crisi economica e disoccupazione diffusa, con la semplicità, il contatto con la natura e con la terra, le idee e la voglia di immaginare e costruire un mondo diverso e migliore, rappresenta il motore sano della nostra penisola. Tanto spazio è stato dato anche all’Appennino reggiano, di cui vengono raccontati i suoni, i canti del maggio, con testimonianze di Natascia Zambonini, Paolo Simonazzi, Ezio Bonicelli. Attraverso il film si potrà conoscere meglio l’esperienza delle Cornelle della famiglia Gabrini, a Carù di Villa Minozzo e si godrà dei paesaggi della Pietra di Bismantova.
La musica, composta da Scillitani, è arrangiata ed eseguita da Marco Macchi al piano, Tommi Prodi alla chitarra, Stefano Ferrari al basso e al violino. «Torniamo a percorrere idealmente i luoghi dell’Italia minore – racconta Scillitani, che domani sarà al Rosebud – con passo lento, a velocità sostenibile. Tantissime le testimonianze e i contributi, a cominciare da Marco Ciriello, Franco Arminio, Raffaele Nigro, Brunori Sas. Ma poi è la gente, che si racconta, sono i giovani, che magari, dopo anni di abbandono, tornano nella casa dei nonni, la rimettono in piedi e coltivano la terra, con una consapevolezza nuova».
Dieci anni dopo il mitico viaggio compiuto a bordo di una Topolino, Paolo Rumiz è tornato a percorrere l’Appennino. Lo ha fatto per realizzare “Ritorno sui Monti Naviganti”, il cui autore è Alessandro Scillitani, regista che da anni racconta per immagini i viaggi compiuti dal noto scrittore e giornalista triestino.
Il film, che ha vinto il Premio del Pubblico al Film Festival della Lessinia, non è un semplice revival della celebre traversata appenninica. Il racconto infatti si dipana lungo la penisola, nell’Italia di oggi, in compagnia di quella straordinaria rete di persone che Rumiz ha conosciuto nei suoi viaggi. Un racconto corale di resistenza e di energie positive. Una ricerca delle piccole grandi vite di chi, anche e soprattutto in tempi di terremoti e post-terremoti, crisi economica e disoccupazione diffusa, con la semplicità, il contatto con la natura e con la terra, le idee e la voglia di immaginare e costruire un mondo diverso e migliore, rappresenta il motore sano della nostra penisola. Tanto spazio è stato dato anche all’Appennino reggiano, di cui vengono raccontati i suoni, i canti del maggio, con testimonianze di Natascia Zambonini, Paolo Simonazzi, Ezio Bonicelli. Attraverso il film si potrà conoscere meglio l’esperienza delle Cornelle della famiglia Gabrini, a Carù di Villa Minozzo e si godrà dei paesaggi della Pietra di Bismantova.
La musica, composta da Scillitani, è arrangiata ed eseguita da Marco Macchi al piano, Tommi Prodi alla chitarra, Stefano Ferrari al basso e al violino. «Torniamo a percorrere idealmente i luoghi dell’Italia minore – racconta Scillitani, che domani sarà al Rosebud – con passo lento, a velocità sostenibile. Tantissime le testimonianze e i contributi, a cominciare da Marco Ciriello, Franco Arminio, Raffaele Nigro, Brunori Sas. Ma poi è la gente, che si racconta, sono i giovani, che magari, dopo anni di abbandono, tornano nella casa dei nonni, la rimettono in piedi e coltivano la terra, con una consapevolezza nuova».
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