Gazzetta di Reggio

L’album dei Julie’s Haircut nella top ten “indie” del 2017

di Adriano Arati
L’album dei Julie’s Haircut nella top ten “indie” del 2017

L’ultimo lavoro della band conquista l’Italia e anche la Gran Bretagna Apprezzamenti anche per Recidiva, primo disco solista di Mara Redeghieri

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REGGIO EMILIA. Anno nuovo che arriva, anno vecchio da mettere in archivio con tanti premi. La fine del 2017 è segnata da una tradizione inscalfibile in ambito musicale, le graduatorie con i migliori dischi dei dodici mesi ormai prossimi alla pensione, da dividere in tante categorie.

Non mancano – e anche questa non è una novità – parecchie presenze reggiane nelle varie classifiche. In ambito “indie”, fanno un figurone i Julie’s Haircut con il loro cupissimo “Invocation and ritual dance of my demon twin”, un altro lavoro di respiro europeo, con suggestive trame strumentali apprezzate e parecchio anche all’estero. I Julie’s Haircut, nati a Sassuolo, sono da sempre legati a Reggio, dove oggi fanno base buona parte dei componenti e dove spesso presentano i dischi, come avvenuto per l’album precedente illustrato dal vivo ai Musei civici. In questo 2017 hanno davvero fatto il pieno di riconoscimenti, e non c’è classifica che non li metta nei migliori dieci dischi italiani dell’annata. Si va da quelle istituzionali, come quella del sempre seguitissimo Stereonotte di Radio 1 a tanti portali di musica, SentireAscoltare a Impatto Sonoro e il Cibicida, tutte realtà molto seguite nel circuito “indie”. Non mancano le graduatorie di tanti programmi radiofonici e una chicca dall’estero, il secondo posto nel britannico Getintothis, vetrina di livello internazionale. Non sono ancora presenti le classifiche delle poche riviste cartacee superstiti, per loro occorrerà attendere i primi numeri del 2018, ma guardando le recensioni anche lì i Julie’s saranno presenti.

Nello stesso ambiente è stato ricordato spesso anche il debutto da solista di Mara Redeghieri, “Recidiva”, pur con piazzamenti minori. Il disco, interessante, paga forse l’assenza di contemporaneità, per così dire.

Fra gli altri dischi reggiani del 2017 si possono ricordare i Tazebao con Gigi Cavalli Cocchi, nel più ristretto mondo del prog-rock, e il lavoro “in breve” di Sarc:o, il reggiano Francesco Sarcone, fresco fresco di uscita e già ben recensito nel panorama elettronico.

Menzione speciale per gli inossidabili Nomadi, che ad ottobre hanno fatto uscire “Nomadi dentro” ad oltre 50 anni dal debutto. È il primo album con il nuovo cantante Yuri Cilloni, nelle classifiche generaliste per ora non ha sfondato, ma come normale con la band novellarese si aspetta il pieno per i tour estivi. Va anche sottolineato come in generale oggi la musica stia perdendo la sua dimensione più affascinante, quella del disco, a scapito di singoli da ascoltare su Spotify e relativi video su Youtube. Il disco fisico è ormai privilegio dei grandi nomi, stile Nomadi, o del mondo ultra-fedele dell’indie, come nel caso dei Julie’s Haircut. Ma l’impatto di un’opera, anche sul fronte economico, deve essere valutato considerando anche i canali digitali.

Il 2017 musicale reggiano ha poi messo in piedi alcuni tour da ricordare. Su tutti, due grandissimi veterani. Il primo è il meraviglioso, ombroso giro nei teatri di Vinicio Capossela per chiudere la presentazioni di “Canzoni della cupa” uscito nel 2016. Il secondo è il tributo ai 100 anni della rivoluzione sovietica di Massimo Zamboni con lo spettacolo “I soviet + l’elettricità”, un mese di esibizioni che non poteva che chiudersi a Reggio davanti a mille persone. La formula è piaciuta e verrà riproposta nel 2018 toccando le metropoli italiane, con il gruppo (Collini, Baraldi, Fatur) al completo.

Sempre nel 2017 hanno salutato momentaneamente i palchi gli Spartiti di Max Collini e Jukka Reverberi, mentre Lassociazione ha chiuso l’anno con due concerti accompagnata da un quartetto d’archi, in quella che potrebbe essere una prova tecnica di futuro.

I campionissimi di vendite Zucchero e Ligabue non hanno presentato materiale nuovo. Di Zucchero è uscito un corposo cofanetto riepilogativo della carriera, Ligabue si è concentrato sul prossimi film “Made in Italy”, nelle sale dal 25 gennaio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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