Alessandra Calò alla conquista di Parigi
L'artista reggiana rappresenterà l'Italia al festival di fotografia contemporanea Circulation(s)
REGGIO EMILIA. C’è anche una reggiana tra gli artisti che parteciperanno a Circulation(s), il festival di fotografia contemporanea che avrà luogo a Parigi dal 17 marzo al 6 maggio.
Si tratta di Alessandra Calò, che, con il suo progetto “Kochan” si è anche aggiudicata il Premio Tribew, assegnato da una giuria di esperti della prestigiosa manifestazione, in collaborazione con la casa editrice francese.
In questo lavoro fotografico la reinterpretazione dei materiali d’epoca si sovrappone e si fonde a corpi contemporanei per rappresentare un concetto di viaggio “personale” ma universale, che ogni uomo compie – nell’arco della vita – per affermare la propria identità. Un viaggio di esplorazione all’interno di noi stessi, dove spesso ci ritroviamo senza coordinate (l’artista ha volutamente cancellato ogni riferimento concreto a indicazioni geografiche o toponimi, proprio per enfatizzare i concetti di “esplorazione” e “ricerca”, trasformando l’opera in un messaggio universale e lasciando lo spettatore libero di immaginarsi nel suo altrove).
La mappa si fonde con il corpo e ne diventa parte integrante, un affresco sulla pelle, che si trasforma in una terra incognita in cui ricercare la propria identità. «Ho voluto paragonare il corpo a un territorio da esplorare – spiega Alessandra Calò – come in un viaggio dove la mappa non ha coordinate. In questo progetto fotografico ho sovrapposto immagini e documenti d’archivio e, per la prima volta, ho deciso di inserire un elemento umano contemporaneo.
In particolare mi sono posta di fronte alla macchina fotografica scegliendo di rendere la mia identità, fisica e intellettuale, soggetto di questa ricerca. “Kochan” – conclude – prende il nome dal protagonista di un romanzo giapponese che annota su un diario le trasformazioni del suo corpo nel tempo». Il progetto ha vinto il premio editoriale della casa editrice francese Tribew, che pubblicherà in un e-book la serie completa delle immagini che danno vita a “Kochan”.
Ennesimo riconoscimento per Alessandra Calò (nata a Taranto nel 1977, ma che vive e lavora a Reggio Emilia), il cui lavoro è stato definito «un’indagine che attraversa fotografia, installazione, spesso scultura e scrittura, il tutto tramite un processo creativo di cut-out che sovrappone, allinea, disfa, rapprende e congela ritratti, ridisegnandoli. Si concentra sugli stereotipi sociali e culturali, sulla percezione e sull’idea d’identità».
Tra i suoi progetti ricordiamo: “Gli oggetti ci parlano” (2013); “Officine Meccaniche Reggiane”, segnalato dalla Giuria Internazionale del Premio Celeste; “Secret Garden”, con cui nel 2014 ha vinto la sezione Off di Fotografia Europea.
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