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Stabat Mater in scena all’Orologio per interrogarsi sull’identità

Stabat Mater in scena all’Orologio per interrogarsi sull’identità

REGGIO EMILIA. Identità, famiglia, conflitti, transgenderismo maschile e passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Argomenti complessi che non possono essere affrontati a teatro. O forse no...Dopo...

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REGGIO EMILIA. Identità, famiglia, conflitti, transgenderismo maschile e passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Argomenti complessi che non possono essere affrontati a teatro. O forse no...

Dopo aver portato in scena lo scorso anno “Peter Pan guarda sotto le gonne”, la compagnia The Baby Walk torna al teatro Piccolo Orologio con il secondo capitolo della Trilogia sull’identità, “Stabat Mater”. Sul palco di via Massenet (oggi, domani e sabato alle 21; domenica alle 17) saliranno Chiara Leoncini, Alice Raffaelli, Stella Piccioni, con la partecipazione video di Laura Marinoni, guidate dalla regia di Livia Ferracchiati.

Trattare il tema dell’identità di genere significa interrogare la nostra natura di esseri umani, sollevando interrogativi universali e culturali. In “Stabat Mater” viene raccontata la vicenda di Andrea, uno scrittore trentenne che vive al maschile quando tutti, almeno inizialmente, ritengono che il suo corpo abbia sembianze femminili. Il tema centrale è l’emancipazione dalla madre, la difficoltà di diventare adulti. Anche in questo spettacolo vengono messe in discussione le certezze a cui ci appigliamo per non cadere in un territorio che potrebbe sfuggire al nostro controllo. «Quanto è difficile crescere – osserva Livia Ferracchiati –. Q uando si diventa adulti? Cosa significa recidere il cordone ombelicale e farsi, a propria volta, potenziale genitore? Andrea è uno scrittore, un uomo in un corpo di femmina e un amante delle donne. Ha una fidanzata che vorrebbe costruire una famiglia con lui, una psicologa con la quale sta perdendo il punto dell’analisi e una madre lontana geograficamente, dalla quale non riesce a staccarsi. Tre donne, tre madri, dalle quali si allontanerà per diventare un individuo indipendente che non chiederà più di essere approvato. La solitudine momentanea diventa il prezzo da pagare in cambio dell’autenticità con se stessi, il dolore è il nuovo sentimento da conoscere per tornare, quando sarà metabolizzato, al gradito gioco dell’ironia».

La collaborazione tra Livia Ferracchiati e MaMiMò ha origine nel 2014 con la vittoria del bando “Finestra sulla drammaturgia tedesca” promosso dalla Scuola Paolo Grassi, in seguito al quale MaMiMò, Piccolo Teatro di Milano e Ert-Emilia Romagna Teatro coproducono il testo di Albert Ostermaier, “Sulla sabbia”, diretto dalla stessa Ferracchiati.

Biglietti: 14 o 12 euro. Per informazioni e prenotazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com, 0522-383178.



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