Lorella Cuccarini a Reggio Emilia: «Ecco la mia Turandot, malvagia e romantica»
La più amata dagli italiani al teatro Valli. La mitica Lorella Cuccarini, questa volta è la “Regina di Ghiaccio” ovvero Turandot secondo il musical realizzato da Maurizio Colombi
REGGIO EMILIA. La più amata dagli italiani, la mitica Lorella Cuccarini, questa volta è la “Regina di Ghiaccio” ovvero Turandot secondo il musical realizzato da Maurizio Colombi in scena al teatro Valli il 19 dicembre (ore 20.30), sabato 20 dicembre (ore 15.30 e 20.30) e domenica 21 dicembre (ore 15.30). «In 32 anni di carriera globale – così ci ha detto Lorella, comunicando autentica simpatia – come ballerina, cantante, soubrette e attrice alla televisione, continuo nel musical, che è in un certo senso la necessaria conseguenza di tutta la mia attività».
Ormai ne ha interpretati diversi, accolti tutti da un calorosissimo successo…
«Sono cinque musical e ogni volta alziamo l’asticella delle difficoltà. Questa “Regina di Ghiaccio” è particolarmente impegnativa dato che è originale, non uno spettacolo riallestito per l’Italia. Il mio primo musical, Grease nel ’97, rappresenta un po’ un punto di non ritorno: ancora adesso un’esperienza che si ricorda se non altro per le innumerevoli rappresentazioni che sono state fatte».
All’inizio, passando dalla televisione al teatro, ha trovato delle difficoltà?
«Il teatro è senza rete, mentre la scatola televisiva è protetta. Anche se siamo nati con la televisione registrata, ho fatto degli spettacoli live come qualche trasmissione di “Fantastico”. In quelle situazioni si respirava davvero l’ atmosfera del teatro... Tuttavia quando veniva registrato qualche balletto c’era un pensiero in meno. Il teatro richiede preparazione, disciplina, cura, con un pubblico diverso che va conquistato ogni volta. Il teatro è magia».
A Reggio recentemente aveva interpretato Rapunzel.
«È stato il mio primo family-show, nel senso che è stato visto da un pubblico molto vasto che comprendeva anche i bambini, diversamente da Grease».
Di Regina di Ghiaccio che ci dice?
«Pensando a questo titolo – praticamente la storia di Turandot che è anche molto amata dai melomani – l’abbiamo affrontato con grande responsabilità, omaggiando il mondo dell’opera senza mai contrapporci. Il desiderio da parte di Maurizio Colombi è dimostrare quanto una favola possa essere raccontata a tutto il pubblico»
Come è la sua Regina di Ghiaccio?
«Un personaggio affascinante dalle due anime: una malvagia perché è sotto le incantesimo delle streghe che le hanno congelato il cuore; l’altra assolutamente romantica. In tutto l’arco dello spettacolo, Turandot si muove su binari paralleli: ha amore dentro di sé che esprime attraverso un conflitto interiore. Portarlo in scena richiede impegno, dovendo mostrare due facce: il che non è semplice da rendere con coerenza».
Lei preferisce interpretare i buoni?
«In un certo senso… ma l’attore deve calarsi nelle personalità più diverse. In questo caso la mia Regina è chiamata ad affrontare un cammino come quello degli eroi, che da negativi diventano positivi, e questo mi piace molto».
Qual è la peculiarità di questo musical ?
«Mi trovo in un cast numeroso in cui i venti attori interpretano altrettanti personaggi di rilievo a partire dalle tre magnifiche streghe. E poi c’è molto canto. La colonna sonora comprende alcuni piccoli omaggi pucciniani come “Nessun dorma” cantato da me e da Calaf in un momento di forte suggestione romantica».
E dopo la Regina di Ghiaccio?
«Ho la commedia “Non mi hai più detto ti amo”, la pièce teatrale scritta e diretta da Gabriele Pignotta, dove recito insieme a Giampiero Ingrassia. È il mio primo testo di prosa e mi impegnerà per tutta la primavera».
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