Gazzetta di Reggio

Mostre alla portata di tutti grazie ai simboli del Gis

di Ambra Prati
Mostre alla portata di tutti grazie ai simboli del Gis

L’associazione no-profit lavora con la Comunicazione aumentativa e alternativa A Palazzo Magnani due pannelli per capire Kandinsky, «ma è solo il primo passo»

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REGGIO EMILIA. Nel percorso della mostra “Kandinsky-Cage: musica e spiritualità nell’arte” di Palazzo Magnani ci sono pannelli che rendono fruibile l’esposizione non solo ai disabili, ma a tutti coloro che hanno difficoltà di linguaggio (persone colpite da ictus e paralisi oppure stranieri che non conoscono l’italiano).

È la comunicazione aumentativa e alternativa, un metodo che per la prima il volta il Gis (Genitori per l’inclusione sociale) ha sperimentato in una mostra reggiana che sta segnando un’affluenza record, tanto da essere prorogata fino al 18 marzo. Il Gis è un’associazione non profit nata nel 2013 a Sant’Ilario per iniziativa di alcuni genitori con figli disabili. Il gruppo nel tempo è cresciuto sempre di più, fino a ramificare le attività e a promuovere iniziative all’avanguardia in tutta la provincia.

«Attualmente sono tre gli ambiti dei quali ci occupiamo: inclusione (anche sportiva, come Sport&Roll, una sorta di giochi senza frontiere per disabili, un progetto provinciale insieme a Dar Voce), diritti (incontri su problematiche nella scuola, il “Dopo di noi”, evoluzioni della legge) e comunicazione aumentativa e alternativa (detta Caa), perché non può esserci inclusione senza comunicazione», spiega Sonia Buffagni, volontaria referente di quest’ultimo filone.

«La Caa è un insieme di strategie per incrementare la comunicazione nelle persone che hanno difficoltà ad utilizzare i più comuni canali comunicativi, con particolare riguardo al linguaggio orale e alla scrittura: tramite simboli, icone e fotografie, con l’aiuto di un educatore o un insegnante, anche chi si trova di fronte a questo linguaggio per la prima volta lo può comprendere immediatamente in modo intuitivo. Del resto siamo in una società in cui si comunica per immagini – spiega sempre Buffagni –. Da sottolineare che non è un metodo indicato solo per disabili: ha una platea di utenti molto più ampia».

In accordo con Palazzo Magnani e all’interno del progetto del Comune “Reggio città senza barriere”, il Gis ha realizzatore due pannelli in Caa: uno all’ingresso e l’altro all’inizio della mostra. «Abbiamo semplificato il testo dei contenuti dell’esposizione e lo abbiamo tradotto in simboli iconografici affinché qualsiasi visitatore possa accedere al percorso artistico con una consapevolezza diversa – prosegue Buffagni –. Per noi è un primissimo passo: la mostra andrebbe facilitata anche in tutto il percorso interno. Ma questa è una sperimentazione importante, che costituisce un precedente: è la prima volta, infatti, che accade per una mostra di valenza nazionale. L’augurio è che, in futuro, nelle esposizioni e negli eventi culturali reggiani, ma anche a carattere nazionali, questo tipo di comunicazione diventi consuetudine».

Grazie a questa facilitazione, sono in programma visite alla mostra da parte non solo dei ragazzi del Gis, ma anche di centri diurni, centri sociali e associazioni: «L’obiettivo – sottolinea Buffagni – è che tutte le realtà che si occupano di disabili o ammalati siano sollecitati a portarli a Palazzo Magnani». Da sottolineare che il metodo della Caa ha parecchie altre applicazioni possibili. «Questa tecnica è nata per i disabili, ma è usata ad esempio in molte scuole materne della Lombardia perché adatta ai più piccoli, tanto che Reggio Children se ne sta interessando. Sempre sulla Caa, noi realizziamo (tramite dei corsi che insegnano la tecnica) dei libri specifici, che si chiamano IN-book – spiega Buffagni –. L’anno scorso abbiamo pubblicato il libro “La Costituzione facile da leggere e da comprendere”, che è stato molto apprezzato e richiesto. E alla biblioteca Panizzi è a disposizione uno scaffale dedicato, con volumi che vanno a ruba; occorrerebbe incrementare la produzione. Presto gli IN-book entreranno a far parte del circuito delle biblioteche pubbliche reggiane e saranno disponibili anche in provincia».

Per informazioni sui corsi visitare il sito www.gis-genitoriperinclusionesociale.it. In alternativa si può scrivere una mail all’indirizzo associaizonegis@gmail.com o si può telefonare al 324-9223883. Il Gis ha anche una pagina Facebook “Gis genitori per l’inclusione”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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