Gazzetta di Reggio

Da Gualtieri alla Calabria Ligabue incanta Rende

di Tiziano Soresina
Da Gualtieri alla Calabria Ligabue incanta Rende

In mostra quel “mondo piccolo” in cui Toni ha vissuto sino al 1965 Caleffi (Casa Museo): «Negli autoritratti il pittore rappresenta tutti noi»

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RENDE (Cs). In terra calabrese l’ennesima rivincita di Antonio Ligabue.

Già dai primi giorni la mostra di Rende è stata infatti “invasa” dai visitatori, attratti dal connubio fra le opere in mostra (fra cui un quadro raffigurante una tigre, ritrovato di recente in Calabria ma ancora da autenticare) e la vita non facile dell’artista narrata attraverso gli oggetti che gli appartennero. E un peso decisivo nel dare “calore” all’iniziativa è indubbiamente da attribuire alla Casa Museo Ligabue di Gualtieri che ha affiancato gli organizzatori nell’allestire un’esposizione capace di far apprezzare il genio artistico di “Toni” ma allo stesso tempo illustra il “mondo piccolo” in cui ha vissuto l’artista sino al 1965.

Giuseppe Caleffi, direttore della Casa Museo, ha dialogato all’inaugurazione con il pubblico, esprimendo il suo stupore misto a felicità per l’interesse dei calabresi all’iniziativa. La famiglia Caleffi, a Gualtieri, diede a lungo ospitalità al pittore, ne conserva diverse opere fra cui un piccolo autoritratto donato dall’artista e nel 1951 salvato dall’alluvione del Po. Il minuscolo dipinto è una sorta di crocevia della mostra, perché in primis tocca l’importantissimo tema degli autoritratti, così caro a Ligabue: «Quale artista – rimarca Caleffi – si è ritratto così tanto e con tale vigore, quale ha mai avuto il coraggio di esplorarsi, di raccontarsi così bene, mostrando le proprie passioni e debolezze in modo così sincero? E c’è di più: Ligabue rappresentando se stesso riesce a rappresentare tutti noi». Si è tanto parlato dell’emarginazione vissuta nella Bassa reggiana dall’artista. Per il direttore della Casa Museo si è un po’ troppo calcato la mano: «Un ragazzo espulso dalla Svizzera arriva a Gualtieri il 9 agosto 1919. Solo, in un paese completamente diverso dalla sua Svizzera, nessun parente ad attenderlo, non una parola, una tradizione in comune. L’ostilità di un’amministrazione che lo vede subito come un problema. Eppure il welfare funziona e gli viene trovato un tetto e un lavoro. È proprio all’interno di questo mondo che Ligabue potrà avere quell’aiuto indispensabile alla sua sopravvivenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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