Gazzetta di Reggio

Il Perdono di Canossa, alla rupe come nel 1077

Il Perdono di Canossa, alla rupe come nel 1077

Canossa: la rievocazione storica è in programma domenica 

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CANOSSA. Sarà un tuffo a ritroso nel tempo di oltre mille anni, quello che faranno gli spettatori che assisteranno, domenica, alla rievocazione del “Perdono di Canossa”.

Dalle 11, infatti, grazie alla Deputazione di storia patria per le antiche province modenesi - Sezione di Reggio Emilia che ha patrocinato l’evento e alla Società reggiana di studi storici che, in collaborazione con il Comune e Contrade di Canossa e il Castello che lo hanno organizzato, si potrà respirare l’aria del 28 gennaio 1077, quando sulla rupe matildica salì l’imperatore Enrico IV per chiedere perdono a Papa Gregorio VII sotto gli occhi di Matilde.

Un fatto storico tra i più importanti del millennio. Gregorio VII, in viaggio per la Germania dove avrebbe presieduto la dieta di Augusta convocata per giudicare il re scomunicato, trovò rifugio nel castello di Matilde di Canossa, avendo saputo che Enrico IV avrebbe attraversato le Alpi, nonostante il rigidissimo inverno, per venirgli incontro. Enrico, secondo cugino di Matilde, fu dapprima da lei ospitato al Bianello, sperando di ottenere l’assoluzione della scomunica grazie alla sua mediazione.

Seguirono giorni di trattative, condotte non solo da Matilde, ma il papa continuava a mostrarsi intransigente. Enrico allora si rivolse alla cugina, genuflettendosi e supplicandola affinché si facesse garante della sua lealtà verso Gregorio. Convinta della buona volontà di Enrico, Matilde intercedette per lui presso Gregorio ed ottenne che se il re avesse assicurato fedeltà a lui e alla Santa Sede ed avesse fatto penitenza, avrebbe finalmente conseguito l’agognato perdono.

Il giovane sovrano accorse a Canossa dove, deposto l’abito regale e indossato un umile saio, scalzo nella neve attese fuori dal castello tre giorni, prima che Gregorio si decidesse ad ammetterlo alla sua presenza. Enrico penitente giurò fedeltà a Gregorio che gli concesse il perdono revocandogli la scomunica.

E domenica, grazie alle letture di Ercole Leurini e al quadro vivente realizzato dalle contrade canossane e alla presenza delle autorità, verrà riproposto quel momento. Al termine – ore 12 circa – aperitivo di conclusione in collaborazione con Galleria Levi. Domani alle 16, invece, nel teatro comunale di Ciano ci sarà la conferenza “Canossa: il ruolo delle donne”. Relatrice: Tiziana Lazzari, docente dell’Università di Bologna, che ha studiato la storia delle donne della famiglia dei Canossa. (a.z.)
 

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