Tutti pazzi per i 50 anni di Little Taver
Grande divertimento al Fuori Orario con un tributo d’autore al rock’n’roll
TANETO. Una serata come non se ne vivevano da tempo. Il ritorno di Little Taver venerdì al Fuori Orario in occasione dei suoi cinquant’anni è stato, come era prevedibile, uno spettacolo nello spettacolo. Nell’arena migliore per accogliere le sue incredibili performance, Little era come sempre accompagnato dai fedelissimi Crazy Alligators. Molti sono stati gli ospiti e non sono mancate le sorprese per quella che è stata una lunghissima festa di compleanno. Ma il grande mattatore è stato lui, Little Taver, fresco di uscita del videoclip di “Tavernight”, divertente racconto in musica di vita notturna che sta ottenendo parecchi plausi. La canzone è stata incisa due anni e mezzo fa per l’album omonimo, appassionato omaggio agli urlatori italiani di fine anni ’50 alla Celentano e alla Gaber. Un tributo, in fondo, al rock’n’roll delle origini, quel rock a cui Taver ha dedicato 30 anni di concerti, di vestiti sgargianti e di acconciature imbrillantinate. Una vera folgorazione, per lui, arrivata nel 1982 per puro caso, guardando il festival di Sanremo in televisione. Altri tempi e altri ospiti: sul palco ligure salirono gli Stray Cats, fenomenale trio di new-rockabilly guidato da Brian Setzer, e la vita di Taver cambiò. Sino a quel punto Davide Tavernelli era stato un fedele ascoltare di new wave e post punk, seguendo le indicazioni del “Taver” grande, il fratello maggiore Fabrizio, per decenni leader degli Afa, co-ideatore di Materiale Resistente ed oggi solista.L’esibizione degli Stray Cats cambiò tutto. «Ero rimasto affascinato dal rock americano delle origini – ha detto spesso Little Taver – ma siccome non conoscevo per nulla la lingua, ho voluto approfondire il versante italiano. Così ho scoperto gli urlatori...».
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