«Un’Ora della Musica anche per i più piccoli»
Il direttore del Peri inaugura “Lo Scrigno dei Suoni”
REGGIO EMILIA. «Siamo molto soddisfatti quest’anno per essere riusciti ad organizzare oltre alla tradizionale rassegna de “L’Ora della Musica”, anche un mini cartellone “Lo Scrigno dei Suoni”, per i giovanissimi costituita da quattro appuntamenti al pomeriggio alle 16. Un esperimento che se, andrà bene, per l’anno prossimo sarà confermato ed ampliato», afferma Marco Fiorini, direttore dell’Istituto Musicale Peri. Si parte oggi con un doppio appuntamento all’Auditorium Masini dedicato alla suite di Musorgskij “Quadri da un’esposizione” che verrà proposta sia al mattino alle 11 che al pomeriggio alle 16 in una versione con voce recitante.
Perché realizzare un cartellone per i più piccoli che affianca l’Ora della Musica?
«Risponde a due finalità: coinvolgere i giovani che frequentano la scuola dedicando loro un momento ricreativo al di là dell’impegno legato alle lezioni, e nello stesso tempo l’idea è quella di portare nuovo pubblico e mostrare quello che si fa in questa scuola».
Le proposte dello “Scrigno dei suoni” sono varie.
«Vi sono due spettacoli: “I Musicanti di Brema” con il Teatro dell’Orsa e “La boite à jououx”, su musiche di Debussy, dove si parla di una scatola da cui escono giocattoli. Chiudiamo la rassegna con un concerto durante il quale viene presentata con i suoi strumenti l’Orchestra Giovanile dell’Istituto».
Il primo appuntamento della stagione dei giovanissimi prevede lo stesso programma de L’Ora della musica...
«Perché la suite “Quadri da un’esposizione” si presta molto. In ogni caso il concerto che proporremo al pomeriggio è diverso in quanto vi sarà la voce recitante di Samantha Vergari che racconterà in rima la storia dei singoli quadri cui Musorgskji dedica la musica».
Qual è la versione dei Quadri che verrà eseguita?
«Come è noto Musorgskji la scrive per due pianoforti e Ravel ne realizza l’orchestrazione. La nostra versione è fatta per un gruppo di ottoni: quattro trombe, una tuba, due corni e un trombone, oltre a due pianoforti e percussioni; quest’ultimi strumenti sono tutte quelli utilizzati da Ravel. Una parte dei brani, come le Catacombe e la Porta di Kiev, sono stati adattati da me e, per quanto riguarda i pianoforti, alcune volte viene suonata la parte originale di Musorgskij e per il resto viene eseguita la versione per ottoni realizzata da Wayne Beradwood»
Perché questa scelta?
«L’anno scorso avendo insegnato musica da camera per ottoni ho affrontato i Quadri in classe, poi ho pensato di realizzarne la versione completa ed allargata, a proporre al pubblico. Con me hanno lavorato gli allievi della classe di percussioni di Francesco Repola e quella di pianoforte di Franca Bacchelli».
Un bell’impegno per i ragazzi…
«Abbiamo impiegato tre mesi per mettere a punto questo pezzo che non è facile. Ad esempio, tecnicamente, l’attacco inziale del primo quadro “Gnomus”, è piuttosto proibitivo, come il “Mercato di Limoges”, “Les Tuileries”, e il “Balletto dei pulcini”: qui sono i pianoforti a condurre la parte principale; il sax del “Vecchio castello” viene sostituito dal corno che è magnifico. Assolutamente per ottoni sono la Promenade e, naturalmente, la Porta di Kiev: quando attacco questo pezzo ho i brividi».
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