Il valore della fragilità e il gioco d’azzardo negli scatti di Ascani
La mostra del reggiano approda nella sede della Regione. Le teorie dello psichiatra Brogna ispirano progetti futuri
BOLOGNA. Lampi di luce in movimento che “scrivono” la notte delle città, e rievocano il senso del limite, si fanno riflesso delle nostre e altrui fragilità, lasciando aperto lo spazio all’immaginazione e al più sublime strumento etico: l’arte.Sono approdate nella sede del parlamento regionale, in via Aldo Moro a Bologna, e parlano di dipendenze, in particolare dal gioco d’azzardo, le immagini site specific, visibili fino al 12 febbraio, di Achille Ascani.
L’esposizione prende le mosse dalla precedente personale del fotografo castelnovese, allestita fino al novembre scorso nelle scuderie di Palazzo Ducale a Castelnovo Monti e fortemente voluta dall’amministrazione locale.
LE DUE MOSTRE. Allora il titolo era “Consolazioni”, e nell’ambito di quella mostra si tenne, il 6 novembre scorso sempre a Castelnovo Monti, il convegno, dal quale ha poi preso spunto l’esposizione bolognese, “Il valore della fragilità”, a cui parteciparono Umberto Caroni, responsabile dell’Azzardo Point Papa Giovanni XXIII e Fabrizio Prandi, di Banca Etica. Le due esposizioni, quella di Castelnovo Monti e quella di questi giorni a Bologna, sono dunque intrinsecamente correlate. La mostra viene promossa anche in questi giorni ad Arte Fiera, un classico per gli appassionati, che si sta svolgendo nel capoluogo emiliano romagnolo.
«Si tratta di un grido di dolore civile, di un richiamo a tutti noi per ricordarci il valore unico della persona umana, di come dobbiamo impegnarci per tutelarne la dignità e difenderla dalla fragilità», ha spiegato Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna.
Nelle opere in mostra l’arte dunque è strumento per parlare di tematiche sociali e, in particolare, di dipendenze.
LA FRAGILITA’. Una declinazione del tema più ampio dal quale prendono le mosse: la fragilità, che è anche “propensione all’ascolto”, così come teorizzata dallo psichiatra e saggista, docente all’università di Milano, Eugenio Borgna, nel piccolo e prezioso volume “La fragilità che è in noi”, che del resto contribuisce con un suo intervento scritto (“Fragilità, la virtù dimenticata”) alla pubblicazione collegata all’esposizione sostenuta dalla Regione Emilia Romagna.
In questo catalogo anche un testo del vice sindaco, con delega alla Cultura, di Castelnovo Monti, Emanuele Ferrari, “La politica dell’immaginazione”, che ha sostenuto l’opera di Ascani fin dall’esposizione castelnovese.
L’IDEATORE. Tutto questo lo spiega lo stesso ideatore, con Ascani, delle due mostre, Giovanni Nicolini, a sua volta artista, “boscaiolo” e “montanaro”, come ama definirsi, che ebbe un ruolo non secondario, e per diversi aspetti precursore, nel panorama culturale in fermento della Reggio Emilia tra gli anni ’80 e ’90.
Nicolini nel 1986 fonda e coordina l’indimenticabile esperienza di Palazzo Ruini istituto di cultura con sede in città, occupandosi poi per conto del Comune di importanti eventi culturali all’interno dei Chiostri di San Pietro, si pensi ad “Aura Aurea” nel 1994-95.
IL GIOCO D’AZZARDO. Quello della dipendenza dal gioco d’azzardo è un tema quanto mai di attualità e oggetto di un recente lavoro d’inchiesta dei quotidiani locali Gedi e del Visual Lab, in collaborazione con Dataninja, che ha permesso di mettere in luce come, nel 2016, gli italiani abbiano speso ben 95 miliardi nel gioco – oltre la metà solo in slot machine e videolottery – pari a più di due manovre finanziarie.
La Lombardia è la regione che spende di più per il gioco d’azzardo: 1.036,3 euro pro capite. A ruota subito dietro c’è l’Emilia Romagna con 1.014,1 euro pro capite, e la provincia di Reggio Emilia è al terzo posto a livello regionale e al 16esimo posto a livello nazionale con 1.063 euro pro capite.
L’analisi incrociata dei dati ci dice che ogni giorno, in provincia di Reggio Emilia viene giocata una cifra pari a 1,5 milioni di euro.
IL PROGETTO. Non a caso Nicolini, che è reduce, con grande soddisfazione, dall’inaugurazione della sua personale nella sala ristorante di via Sarfatti 25 dell’università Bocconi di Milano, afferma: «Ho in mente alcune idee, progetti. In particolare sul tema della fragilità, così come elaborato da Borgna, e della dipendenza, che vanno al di fuori della regione Emilia Romagna. Credo e spero ci siano i presupposti per approfondire e creare ulteriori contatti».
A Milano intanto la mostra “Giovanni Nicolini. Dalla osservazione del mondo alla contemplazione della comunicazione” visibile fino al 9 marzo (dal lunedì al venerdì ore 9-12, ingresso libero) sta avendo un buon successo. Ma l’artista e filosofo, con in testa un’idea di arte tutt’altro che concettuale e «diretta all’iniziativa concreta», non intende fermarsi certo qui.
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