Musei Civici per tutti con i nuovi laboratori
La responsabile Giada Pellegrini: «L’obiettivo è evitare la ghettizzazione. L'arte in questo ci aiuta perché permette molteplici approcci»
REGGIO EMILIA. Tre laboratori inclusivi legati alla mostra “On the road. Via Emilia 187 a.C.-2017”, rivolti a nuclei familiari con ragazzi con problemi di apprendimento di ogni tipo.
È la novità, in programma tra marzo e aprile, proposta dai Musei Civici di Reggio Emilia, che allarga ulteriormente l’offerta culturale inclusiva. «Negli ultimi tre anni, nell’ambito dell’attenzione per le categorie svantaggiate, i Musei Civici, anche in collaborazione con Reggio Emilia Città Senza Barriere, hanno potenziato questa attenzione creando veri e propri servizi. Nella fruizione culturale c’è stato uno scatto in avanti sul tema dell’inclusione sociale e come istituzione ci sentiamo chiamati in causa», dichiara Giada Pellegrini, responsabile dei servizi educativi dei Musei Civici di Reggio Emilia.
«In questi laboratori (le date sono ancora da fissare) ci rivolgeremo ai privati e alle famiglie, valorizzando l’esposizione con un approccio che eviti la “ghettizzazione”: lavoreranno insieme persone normodotate e persone fragili, con difficoltà cognitive disparate. Il museo è un luogo ideale, perché l’arte consente molteplici approcci».
I laboratori andranno a completare iniziative di inclusione sociale che hanno già coinvolto scuole e centri diurni per disabili. «L’esperienza legata all’accoglienza di gruppi con disabilità – sia fisiche, sia sensoriali sia cognitive – è partita dalla “Croce di luce” di Claudio Parmiggiani (prima ospitata dai Musei, ora smontata e momentaneamente in deposito) ed è diventata un servizio consueto in relazione ad eventi, mostre ed opere – prosegue Pellegrini –. Ad esempio per la mostra “On the road. Via Emilia 187 a.C.-2017” è stata approntata una semplificazione in Caa (l’acronimo sta per “comunicazione aumentativa e alternativa”), ovvero la lingua fatta di immagini e simboli, in collaborazione con il Ccomitato genitori per l’inclusione sociale (Gis), che hanno studiato e realizzato dei contenuti facilitati per visite guidate accessibili a tutti: disabili, stranieri che non conoscono l’italiano o ipovedenti. Il comitato dei genitori sarà coinvolto anche in futuro nelle nostre iniziative».
Sulla stessa lunghezza d’onda il progetto regionale, attivo in questo periodo in collaborazione con Ibact Emilia-Romagna, tra istituti scolastici e Musei, nel quale «sono gli stessi studenti che, tramite loro elaborati e insieme al nostro personale, facilitano alcune collezioni ai loro compagni con difficoltà».
Fa capo ai Musei Civici anche il Museo di Storia della Psichiatria, dove dall’anno scorso è attivo un progetto sulla diversità e sulla cura del diverso rivolto alle scuole primarie.
«Si chiama “Mi-Riguarda. Emozioni in movimento” – spiega Giada Pellegrini – è un laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni, coinvolti nell’accoglienza attraverso il corpo da un’insegnante di psicomotoria: ad oggi hanno partecipato più di 800 alunni delle elementari e l’esperienza è stata inserita nel programma della Giornata mondiale delle persone con disabilità. Lo replicheremo l’anno prossimo – assicura la responsabile dei servizi educativi dei Musei Civici – perché è stata una scelta vincente».
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