Gazzetta di Reggio

Bassani in musica con “Intranima lieder”

di Giulia Bassi
Bassani in musica con “Intranima lieder”

L’opera di Corrado Sevardi giovedì sera all’università

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REGGIO EMILIA. Se fosse ancora vivo, Giorgio Bassani farebbe un po’ di bene alla nostra società dominata da personaggi, artisti compresi, che sgomitano e blaterano di tutto e su tutto, pur di accaparrarsi qualche riflettore puntato. Bassani, contrario ai clamori, si poneva in modo pacato ma profondo; l’umiltà e la riservatezza contraddistinguevano la sua personalità coerentemente con la sua scrittura, e ciò traspare anche dal suo capolavoro, “Il giardino dei Finzi-Contini”. Il 2017 ha segnato i cento anni dalla nascita dello scrittore ferrarese, in onore del quale di recente è nata anche una Fondazione con il compito di divulgare le sue opere e che, nella persona della figlia Paola, ha concesso di buon grado il patrocinio all’iniziativa “Intranima lieder”, organizzata dal Rotary Club Reggio Emilia e Val Di Secchia, giovedì alle 21 nell’aula magna dell’Unimore, in viale Allegri. Per l’occasione avrà luogo la prima esecuzione assoluta di un ciclo di lieder composti da Corrado Sevardi su testi di Bassani, interpretati da Stefano Randisi (voce recitante), Cristina Calzolari (mezzosoprano), Davide Finotti (pianoforte), Alessandro Sevardi (violino). L’autore della musica, allievo tra gli altri di Bruno Bettinelli, Armando Gentilucci, Adriano Guarnieri e Maurizio Ferrari, già direttore di Reporter, e autore di “Romanzo da camera” uscito per Aliberti nel 2006, è anche direttore editoriale della casa editrice “Scripta Maneant”. Per l’evento ad ingresso libero, si raccolgono offerte a favore del Grade, Progetto Pet-Puzzle, Curare Onlus per il Mire.

Corrado Sevardi, come è nata l’idea?

«È stato il pianista ferrarese Davide Finotti, valente musicista, a propormi di fare qualcosa in occasione del centenario della nascita dello scrittore. Dopo un lavoro iniziale di cernita dei testi, ho pensato alla musica cercando di impiegare diverse forme: canto solistico e a cappella, recitazione semplice ad accompagnata, in alternanza con momenti strumentali. L’ho concepito come un ciclo liederistico, suddiviso in 26 pezzi, da poter essere rappresentato con interventi coreografici, scenografie digitali, e con gli esecutori da considerare parte dell’azione scenica. Tuttavia, per questa prima di giovedì, verrà eseguito in forma di concerto».

Qual è inoltre la caratteristica della musica?

«Ci sono alcuni elementi musicali ricorrenti. Già dall’inizio il Preludio (da Storie di poveri amanti) contiene delle strofe che vengono inserite nel corso della composizione facendo da trait d’union tra un testo e l’altro e questo per creare una sorta di album fotografico, di galleria di quadri. Oltre al pianoforte, sono previsti interventi al violino suonati da mio figlio Alessandro, che studia all’Istituto Peri. Si tratta dello strumento tanto caro agli ebrei che in questo contesto mira ad evidenziare lo stato psichico dell’io narrante. Per fare un esempio: quando i testi si riferiscono alle leggi razziali o all’olocausto, ecco che s’inceppa qualcosa e si innesca, musicalmente parlando, una sorta di meccanismi ossessivi».

Qual è dunque il rapporto tra musica e testo?

«La recitazione è amplificata per permettere all’attore di godere di una certa libertà dinamica, distinta dagli strumenti, perché la musica per lo più non accompagna, spesso combatte con la voce. La sala è dotata di 8 altoparlanti che avvolgono la platea le cui file di poltrone sono divise in due parti e guardano verso il centro».

E lo stile scelto?

«Definisco “Intranima lieder” musica in costume, un genere di spettacolo nuovo che attinge ai suoni coevi al tempo di Bassani, tra l’altro molto appassionato di classica. Contiene una forte orecchiabilità, evoca e trasmette contenuti forti, è carico di intensità emotiva e pregnanza espressiva. Tra i momenti più esplicativi: i due valzer, per i quali si richiederebbe un pas de deux».

Da quanto tempo ci lavora?

«Da due anni. E sono felice per quest’evento per il quale sono stati coinvolti interpreti di valore come Cristina Calzolari e l’attore palermitano Stefano Randisi. Davvero profonda la collaborazione con il pianista Finotti e non nascondo la mia grande soddisfazione perché vi prenderà parte la figlia di Bassani, professoressa universitaria che vive a Parigi. Giorni fa ha ascoltato una prova ed è rimasta incantata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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