Gazzetta di Reggio

“Il casellante” La Sicilia degli anni ’40 al teatro Ariosto

“Il casellante” La Sicilia degli anni ’40 al teatro Ariosto

REGGIO EMILIA. Domani (ore 20.30) e domenica (ore 15.30) al teatro Ariosto andrà in scena “Il casellante”, di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale tratto dal romanzo dello stesso Camilleri.Si...

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REGGIO EMILIA. Domani (ore 20.30) e domenica (ore 15.30) al teatro Ariosto andrà in scena “Il casellante”, di Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale tratto dal romanzo dello stesso Camilleri.

Si tratta di uno spettacolo in cui attori e musicisti, immersi nella stessa azione teatrale, narrano una vicenda metaforica che gioca sulla parola, la musica e l’immagine. Dopo “Maruzza Musumeci” e prima de “Il sonaglio”, “Il Casellante” – con Moni Ovadia a vestire i panni di diversi personaggi –disegna i tratti di una Sicilia arcaica e moderna, comica e tragica, ferocemente logica e paradossale a un tempo. Affogato nel mondo mitologico di Camilleri, costellato di personaggi reali fantasiosamente trasfigurati, “Il casellante” parla di una metamorfosi che passa attraverso il dolore della maternità negata e della guerra, ma è anche una narrazione in musica divertita e irridente del periodo fascista nella Sicilia degli anni Quaranta. Personale, originalissima e sperimentale, la lingua di Camilleri calca e ricalca la meravigliosa parlata siciliana, tra neologismi e modi di dire mutuati dal dialetto e rielaborati in chiave colta. Al debutto nazionale al 59esimo Festival dei Due Mondi di Spoleto del 2016, il pubblico ha applaudito con calore tutta la compagnia e specialmente Moni Ovadia, disinvolto nel passare dal ruolo di narratore a ruoli secondari come quelli della buffa mammana, del giudice e del barbiere; Valeria Contadino, intensa Minica; e Mario Incudine, al cui estro compositivo si devono le incalzanti musiche di scena.

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