Gazzetta di Reggio

Emanuele Ferrari racconta l’energia di Beethoven

Emanuele Ferrari racconta l’energia di Beethoven

Reggio Emilia, il pianista al teatro Cavallerizza: «Vi mostrerò la sua poetica dell’eccesso»

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REGGIO EMILIA. Per il primo appuntamento di “Sulle note: tra Classico e Romantico”, dedicato a Mozart l’altro sabato al teatro della Cavallerizza, non erano sufficienti i posti disponibili.

Un successo entusiastico per Emanuele Ferrari, pianista, musicologo e non solo… azzardando qualcos’altro, una sorta di squisito showman della classica: proprio di quelli che, quando si conoscono, lasciano davvero incantati.

Sabato 17 febbraio ritorna alla Cavallerizza (ore 18) per il secondo incontro dedicato a Beethoven e in particolare alla Sonata op. 10 n.2 in fa maggiore. «Sabato scorso non mi aspettavo assolutamente quell’affluenza di pubblico, ma ci speravo perché mi sembra che alla Cavallerizza ci fossero le condizioni, in quanto ho trovato un pubblico particolare – ci spiega Ferrari, quasi come se fosse sul palcoscenico e prima di partire per Madrid per una conferenza all’Istituto Italiano di Cultura –. Il fatto che ci fosse la sala piena è legato a tre motivazioni, secondo me: l’artista che si sforza di fare la sua parte il meglio possibile, dall’altra parte un pubblico curioso e disponibile a farsi contagiare dalla passione e dall’interprete – e di questo a Reggio Emilia mi ero già accorto l’anno scorso – e inoltre tra questi due attori ci vuole un termine “medio” che è il teatro e la sua organizzazione».

Insomma, è soddisfatto.

«Assolutamente sì. Anche perché sono convinto che queste persone non vengano tanto guidate dall’ammirazione, ma da un senso di gratitudine che mi interessa in quanto ha a che fare con l’esperienza che l’anno scorso abbiamo passato insieme».

A proposito di mediatori, alla fine è lei che fa lo spettacolo...

«Io mi pongo tra il pubblico e la musica... Mi lascio invadere dalla bellezza e dalla ricchezza della musica e faccio sì che queste fluiscano verso il pubblico includendolo nel suo cerchio magico da cui di solito si sente fuori. Perché la musica appare come un “oggetto” proibito per chi non è del mestiere. La si adora senza toccarla. In questi incontri avviene una sorta di esplosione della musica: come se fosse un pallone pieno d’acqua che, scoppiando, bagna proprio tutti. Mi sento come un artista “invasato”, in senso letterale. Cioè mi trasformo in un vaso riempito dalla musica, esso tracima ed esce verso il pubblico. A mio avviso la gratitudine viene da questo».

Cosa dirà di Beethoven?

«Di lui conosciamo cento diversi aspetti, a partire dal ritratto da cui si coglie l’aria corrucciata con lo sguardo rivolto in basso, fulminando il terreno, come Giove. Tra questi cogliamo la forza e l’unità nella varietà e così lo colleghiamo a Mozart e al ’700. Ma la vera differenza, il punto chiave, se per Mozart è il teatro del mondo, per Beethoven diventa l’energia. Ogni suo brano costituisce un universo totale in cui ritroviamo un cuore profondo con il quale mette in questione il rapporto tra l’uomo e il mondo».

Un aspetto peculiare derivato dalla Sonata op.10 n.2 che farà ascoltare?

«La poetica dell’eccesso, in relazione all’allegria. Quella espressa da Mozart è contagiosa e irresistibile, quella di Beethoven è piena di questa poetica dell’eccesso Si può definire “formidabile” intendendo l’aggettivo come Giacomo Leopardi definisce il Vesuvio nella Ginestra “formidabil monte”. Vale a dire un’allegria che incute timore. Succede come in un romanzo di Goethe in cui un protagonista dice all’altro: “Fa spavento lei quando è così allegro!”. L’allegria è tale che è quasi minacciosa».

Archiviato Beethoven, tra due sabati spiegherà Chopin.

«Mi soffermerò sulla sua capacità di andare oltre i luoghi comuni, oltre l’ovvio per cui “Ballata” non si significa pezzo di danza ma racconto, che però non allude ad una successione di fatti, poiché, la sua, è la storia di un’anima in cui il racconto presenta la vita nel tempo dei sentimenti e delle emozioni.

La lezione concerto del pianista Emanuele Ferrari è domani alle 18 alla Cavallerizza. Il biglietto costa 8 euro (fuori abbonamento). Per informazioni: www.iteatri.re.it oppure 0522-458811. (g.b.)

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