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L’antica cantina diventa un jazz club: The Craftsman raddoppia a Reggio Emilia

di Enrico Lorenzo Tidona
L’antica cantina diventa un jazz club: The Craftsman raddoppia a Reggio Emilia

The Craftsman Jazz Club ha aperto a Palazzo del Carbone, che dopo la ristrutturazione è diventato un contenitore di iniziative. Il club è l’ultima novità in centro storico che combina cucina e musica

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REGGIO EMILIA  C’è una porta a vetri in un locale nel cuore di Reggio Emilia dietro la quale pulsa un piacevole mistero musicale.

Una volta varcata la soglia c’è una scala che imboccherete, accompagnati da chi vi ha accolto alla reception del nuovo Craftsman Jazz Club di via del Carbone, per ritrovarvi in uno scantinato ristrutturato dove si miscelano cocktail e si ascolta musica dal vivo. Il tutto nato sottotraccia, tre mesi fa, possiamo dire in maniera quasi carbonara.

Al piano superiore, invece, c’è il ristorante (apertura 20-23, chiuso il martedì), ricercato negli arredi così come nel menu (quello con degustazione completa costa 70 euro). Insomma, due locali in uno, con cena di sopra e musica dal vivo al piano di sotto – prenotazione consigliata per entrambi – separati da quella enfatica porta a vetri.

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Ed è proprio varcando quel limes immaginario che si disvela la vera novità per Reggio Emilia: una sala per musica live, tra jazz e dintorni, ricavata in uno scantinato con pareti di mattoni. Pochi passi discendenti che vi porteranno altrove rispetto al contesto esterno: seduti al banco, tra i tavolini e sui pouff vi guarderete attorno e capirete che non sembra nemmeno di essere più a Reggio Emilia. Semmai a Milano (l’idea ricorda il mitico Blue Note) o in un qualsivoglia locale di una capitale estera alla moda.

Puro svago, nel senso più genuino del termine: un distacco dalla realtà circostante. Barman in giacca, panciotto e cravatta miscelano drink riassunti in un originale menu disegnato. Le sedute in velluto e i tavoli in pietra lasciano lo spazio sul fondo per un pianoforte a muro e le band che di sera in sera (apertura dalle 20 alle 2, chiuso martedì e domenica) portano il jazz in centro città, pedina mancante in uno scacchiere sempre più ricco di cocktail bar ma povero di musica live, salvo gli sforzi settimanali dei concerti Red Noise tra Groucho e Polveriera, Catomes Tot e pochi altri.

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Una sfida non semplice quella di The Craftsman Jazz Club, che ha il pregio di alzare ancor più l’asticella dell’offerta tra i locali dell’esagono, dove si sta cercando un nuovo equilibrio per la convivenza tra movida crescente e residenti.

Ecco allora che lo spaesamento che suggerisce il locale che separa su due piani cucina e jazz risulta piacevole, soprattutto perché siamo a ridosso del selciato bucherellato di via del Carbone (voci ne annunciano a breve il rattoppo), in pieno centro a Reggio Emilia, nell’ex scantinato dell’omonimo palazzo rimesso a nuovo dalla famiglia Maramotti con Comune e Acer (investimento da 5 milioni di euro) creando ai piani superiori uno studentato a cinque stelle.

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Al piano terra ha trovato spazio invece questo prezioso jazz club, spin off del Craftsman, premiato cocktail bar di piazza Fontanesi. Il successo del locale originario (tutt’ora aperto e premiato come migliore bar rivelazione in Italia al Barawards 2016) è lo stesso che riguarda la celebre piazza della movida emiliana attorno alla quale sono gemmati, dal 2013, ben 14 locali. Un boom per un paese come Reggio, e che calamita clienti da Bologna fino a Parma, irradiando la sua offerta ormai anche nelle zone circostanti.

L’esempio di via del Carbone è simile: il quadrante sta beneficiando del restauro del palazzo e delle attività che vi hanno messo radici, che aprono in sordina e cercano in primis l’affermazione del passaparola.

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In un’epoca in cui tutto è apertamente dichiarato, l’alone di mistero che aleggia al The Craftsman Jazz Club è il fuori menu che appaga occhi, palato e orecchie. Ma non è l’unico, perché oltre all’Osteria del Carbone – aperta sul fronte opposto ormai da tempo, dopo il trasloco in corso Garibaldi del ristorante siciliano I Malavoglia – nel palazzo del Carbone ha trovato posto al piano terra la libreria Libri di Sam, negozio di volumi usati per tutte le tasche e rarità, inaugurato lo scorso ottobre alla presenza anche di Luigi Maramotti.

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La ristrutturazione dello storico edificio lo ha trasformato infatti in un contenitore: dalla parte opposta, con affaccio su piazza Casotti, sono in corso i lavori per l’ormai prossima apertura di Pappare, ristorante tradizionale e vegetariano già in voga a Bologna, che ha scelto la Città del Tricolore per affiggere la sua seconda insegna. Di più: ha scelto piazza Casotti che è uno degli angoli più raccolti e piacevoli della città, dove ha aperto l’anno scorso anche la Casa delle Sementi dopo lo Spigolo, e che è ormai anch’essa ingombra di distese quando la temperatura si fa più mite. A lato c’è via Due Gobbi, con gli atelier degli artisti al civico 3, la recente apertura di Duplex, seconda casa della Libreria antiquaria Emporium di via Squadroni. Un microcosmo che vive e pulsa, beneficiando della rigenerazione urbana e dell’apertura della città a nuove iniziative grazie al paternariato tra pubblico e privato.
 

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