L’EVENTO
REGGIO EMILIA. Maurizio Pollini ritorna al Valli. E l’evento c’è tutto. Primo per la sua obiettiva grandezza di pianista e (musicista) unico al mondo se si tiene conto del suo incredibile dominio...
REGGIO EMILIA. Maurizio Pollini ritorna al Valli. E l’evento c’è tutto.
Primo per la sua obiettiva grandezza di pianista e (musicista) unico al mondo se si tiene conto del suo incredibile dominio tecnico, della capacità d’analisi, e ancora della generosità, unita al vasto repertorio, della varietà e spessore dei programmi. L’altro aspetto riguarda proprio Maurizio Pollini e il legame affettivo con Reggio dove il pianista milanese già era di casa appena qualche anno dopo la vittoria, nel 1960, al Concorso Chopin a Varsavia: allora si esibiva anche nelle palestre e biblioteche per Musica-Realtà, nei concerti per lavoratori e studenti, insieme a Claudio Abbado, Bruno Canino, il Quartetto Italiano. Poi negli anni, a cadenza regolare, è tornato spesso, mentre nel mondo la sua fama cresceva. Tra i numerosi concerti, basta ricordare a fine anni ’70, l’esecuzione delle ultime tre Sonate di Beethoven (op.109 - 110 - 111) in un teatro Valli stracolmo (vi era gente pure sul palco) poi ripresa alla biblioteca di Sant’Ilario. Il ricordo di quel giorno quasi leggendario va alla difficoltà con cui i tecnici hanno portato lo strumento nel luogo dell’esibizione. Pochi altri artisti, invitati in sale come il Musikverein di Vienna, la Philarmonie di Berlino o la Carnegie Hall di New York, o la Scala di Milano, sono così osannati dal pubblico o dai musicisti. E Pollini, da sempre schivo, quasi timido, allora come adesso ringrazia con sorprendente circospezione come se si sorprendesse ogni volta. Per questo motivo ci piace molto. Con Schumann, autore tanto frequentato in gioventù, e Chopin, mai abbandonato e ripreso in modo molto viscerale a partire da fine anni ’90, per la stagione concertistica domenica alle 20.30. Del compositore tedesco oltre all’Allegro op. 8 e al delicatissimo quanto fascinoso Arabesque op.18 suona la Sonata n.3 op. 14 detta “Concert sans orchestre” un lavoro imponente e dalla forza bruciante. In programma anche una Sonata di Chopin, la n.3 op 58, e altri brani appartenenti al periodo della maturità del compositore polacco: lo Scherzo n.4 op. 54 e le 3 Mazurche op. 56. (g.b.)
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