Street art a Boretto: un salto nel “Castello di zio Zak”
Alla Prospettiva16 l’universo parallelo di Zakaria Jemai fotografato da Claudio Pezzarossa
BORETTO. Si intitola “Il castello di zio Zak” la mostra fotografica che verrà inaugurata sabato 17 febbraio alle 16.30 allo SpazioArte Prospettiva16 di via Trieste a Boretto. La mostra raccoglie gli scatti realizzati dal fotografo parmigiano Claudio Pezzarossa, che ha immortalato un edificio situato a Cormano, nel milanese, ribattezzato “il castello” nel quale regna il tunisino Zakaria Jemai, conosciuto da tutti come Zak, Conte Zakula o lo Zio Zak.
Si tratta di un castello sopra le righe – e che misura ben 16mila metri quadrati di superficie – che lui stesso definisce il posto più bello dove abbia mai vissuto dopo la Tunisia, sua madre patria che ha lasciato nell’83. Il castello di Zak è un mondo a sè, ospitato tra le mura di una vecchia fabbrica chimica, che vede orbitare attorno a sé la vita frenetica della periferia industrializzata e grigia di Milano, custodendo al suo interno un arcobaleno di arte e storie.
Il castello prende vita all’interno delle mura di una parte degli edifici industriali, che Zak ha pulito e reso “vivibili”, realizzando una residenza domestica, ma anche una galleria d’arte, ricca di colori, installazioni, e decine e decine di strepitosi murales.
Proprio a questo luogo magico sono dedicate le foto di Pezzarossa, che nel corso degli anni ha ripreso arte e architettura a Milano, Matera, Venezia, Genova, immortalato il fiume Po e la Bassa e fotografato locali e pareti di manicomi abbandonati (Poveglia, Volterra, Mombello) luoghi di sofferenza e solitudine e ancora antiche dimore ottocentesche (villa Carona a Fornovo e villa Moglia a Torino), grandi fabbriche abbandonate (tra cui le Officine Reggiane) tornate in vita per merito dei murales.
Ottimo paesaggista, perfetto conoscitore di luci e ombre, del bianco nero e del colore, Claudio Pezzarossa può considerarsi oggi un fotografo completo: il corpus fotografico realizzato a tutt’oggi lo conferma. L’esposizione resterà aperta fino al 4 marzo e sarà visitabile al sabato 16-19 e la domenica 10-12 e 16-19. Ingresso libero. (a.v.)
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