Paolo Fresu dà il “la” al Crossroads jazz
Il via il 24 febbraio al De André, in giugno si chiude all’Asioli
REGGIO EMILIA. Quasi cento giorni di programmazione con oltre 65 concerti che coinvolgeranno più di 500 artisti. Questi i numeri di Crossroads, il festival itinerante – quasi una maratona – che attraverserà tutta l’Emilia Romagna dal 24 febbraio al 1° giugno.
Una giostra in continuo movimento: un po’ ruota panoramica sugli stili musicali (predomina il jazz, ma lo sguardo è sempre aperto sulle musiche improvvisate, le contaminazioni etniche o elettroniche), un po’ montagne russe lungo le strade emiliane (il festival transiterà in una ventina di città, percorrendo migliaia di chilometri).
Crossroads si aprirà il 24 febbraio a Casalgrande: sul palco del teatro De André Paolo Fresu terrà a battesimo la 19esima edizione della manifestazione presentando “Carpe Diem” insieme al suo Devil Quartet. Anche la fine del festival sarà in terra reggiana: dal 15 maggio al 1° giugno Crossroads arriverà al teatro Asioli di Correggio. In programma dieci serate, targate sotto il titolo “Correggio Jazz”. Il pianoforte sarà sotto i riflettori in molte occasioni: il 15 maggio con il quartetto internazionale di Giovanni Guidi, in cui spicca la presenza di un secondo tastierista di culto, il cubano David Virelles; il 16 maggio, prima con il duo che affianca la pianista cubana Marialy Pacheco e il percussionista marocchino Rhani Krija, poi con il trio del pianista Aaron Goldberg, che sposterà l’attenzione dalle sonorità afrocubane a quelle del più aureo piano trio jazzistico; il 20 ancora con una forte caratterizzazione geografica, quella del pianista armeno Tigran Hamasyan; il 26 con un ritorno a Cuba assieme alle tastiere di Omar Sosa, in duo con la cantante e violinista Yilian Cañizares (con loro lo special guest Gustavo Ovalles alle percussioni); il 30 con Franco D’Andrea, vera eminenza dei pianisti jazz nazionali, assieme a Mauro Ottolini, Daniele D’Agaro e l’iconoclasta special guest Han Bennink al rullante.
Il programma di Correggio sarà poi completato da serate a tema libero. Spicca la presenza del quartetto del sassofonista Bobby Watson (il 22 maggio), eloquente portavoce delle più solide radici del jazz afroamericano. Un decano come il fisarmonicista, e in questo caso anche cantastorie, Gianni Coscia (il 17) aprirà la strada ad alcuni esponenti di punta della new wave jazzistica italiana. Il 23 si ascolteranno il duo che affianca il trombone di Gianluca Petrella e il vibrafono di Pasquale Mirra e, a seguire, i Ghost Horse: Dan Kinzelman, Filippo Vignato, Glauco Benedetti, Gabrio Baldacci, Joe Rehmer e Stefano Tamborrino. Il pomeriggio del 27 sarà dedicato a una produzione originale con la On Time Variabile Orchestra diretta da Cristiano Arcelli, che raccoglie i docenti e i migliori allievi dei seminari “On Time” che si tengono a Correggio durante il festival. Un doppio set, il 1° giugno: il trio Zenophilia del batterista Zeno de Rossi aprirà la serata, affidandone poi la chiusura ai Pipe Dream, con il violoncellista Hank Roberts, oltre a Vignato, Mirra, de Rossi e Giorgio Pacorig.
Crossroads è organizzato come sempre da Jazz Network in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e numerose altre istituzioni. Programma completo sul sito www.crossroads-it.org.
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