Gazzetta di Reggio

Premio Danzainfiera al ballerino Valerio Longo

di Giulia Bassi
Premio Danzainfiera al ballerino Valerio Longo

Il danzatore di Aterballetto tra talento e forte personalità  

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REGGIO EMILIA. Se in Aterballetto vi è un volto riconoscibilissimo perché legato ad un corpo che sa stare in scena in modo impeccabile, questo è Valerio Longo. La tipologia del suo essere danzatore convinto fino al midollo, è espressione sì di un talento completo quanto evidente, ma è anche frutto di un’esemplare serietà nell’affrontare quel lavoro arricchendolo, e questo fa la differenza, di una componente umana solida e vera. Come in passato, e tutt’ora per quello che svolgono dentro la compagnia, poteva essere per Giuseppe Calanni, Arturo Cannistrà, Sveva Berti.

Il valore di Valerio Longo, è stato indubbiamente colto anche da coloro che gli hanno assegnato il Premio Danzainfiera, riconoscimento che andrà a ritirare sabato prossimo a Firenze, alla Fortezza da Basso, durante un Galà nell’ambito della manifestazione. Essa si svolge da dodici anni ed è il più grande ed originale evento fieristico internazionale dedicato alla danza e al ballo, confermandosi come riferimento in termini di numero di espositori, visitatori e superficie. L’appuntamento dedicato a professionisti del settore, ballerini, scuole, compagnie di danza ed aziende si rinnova ogni anno a Firenze. In questo contesto il Premio, pensato per categorie, ha la stessa età della manifestazione con una specifica che in passato portava il marchio Monte dei Paschi, poi ritirato a causa delle burrascose vicende accadute alla banca; tuttavia gli organizzatori hanno deciso di continuare ad assegnarlo e il nostro Longo è stato scelto “per la danza contemporanea”; con lui ad esempio verrà premiata “per lo stile classico” anche la grande ballerina di origine spagnola Alicia Amatriain principal dancer dello Stuttgart Ballet e tra le partner preferite di Roberto Bolle.

«Negli anni il premio è stato assegnato, tra gli altri, a Luciana Savignano, ad Amedeo Amodio e a giornalisti come Marinella Guatterini – ci spiega Silvia Poletti, critiaca di danza che agli organizzatori ha suggerito per il Premio proprio il nome di Longo –. Mi sembrava giusto pensare a Valerio proprio in un anno che significa un passaggio importante della sua carriera. Egli non è un performer di nicchia ma un vero “danzatore danzante”, dalla grande personalità che comunica in scena una sua identità e che, dopo vent’anni, continua a lavorare bene allo stesso modo, cioè mettendosi generosamente al servizio dei coreografi. Sottolineo il plurale, in quanto il suo lavoro non è per un autore, ma per tutti quelli che la compagnia affronta e per esserne all’altezza, occorrono davvero le sue qualità. Egli poi, vi aggiunge il carisma».

«Proprio recentemente – prosegue Silvia Poletti – assistendo allo spettacolo “Golden Boys” (coreografie di Inger) a Bari, seduta in prima fila, l’ho visto entrare in scena con lo stesso entusiasmo di un danzatore all’inizio di carriera. Longo costituisce un esempio vero, in quanto continua a trasmettere amore e forza, oltre ad essere una bella personalità teatrale; tra le mille interpretazioni, per fare comprendere come sa stare in scena, non mi scorderò più la perfezione con cui ha tratteggiato, qualche anno fa, il personaggio del “Cappellaio Matto” da “Alice nel paese delle meraviglie” su coreografia di Francesco Nappa.


 

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